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	<title>Massimo Lucidi</title>
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	<description>Garante della Tua comunicazione - Emotional Designer</description>
	<pubDate>Tue, 22 Sep 2009 16:09:25 +0000</pubDate>
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		<title>Anche gli Avatar vestono Cilento</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Sep 2009 16:09:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Lucidi</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[La Tradizione vince con l’Innovazione


In concomitanza con la festa patronale di Napoli che ha visto San Gennaro compiere il miracolo durante la funzione religiosa celebrata dal cardinale Crescenzio Sepe, venerdì 19 settembre un altro miracolo è andato in scena in diretta su Second Life. Nel mondo virtuale, infatti, gli avatar hanno fatto il loro ingresso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="center;" align="center">La Tradizione vince con l’Innovazione</p>
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<p style="justify;">In concomitanza con la festa patronale di Napoli che ha visto San Gennaro compiere il miracolo durante la funzione religiosa celebrata dal cardinale Crescenzio Sepe, venerdì 19 settembre un altro miracolo è andato in scena in diretta su Second Life. Nel mondo virtuale, infatti, gli avatar hanno fatto il loro ingresso nello show room dell’antica sartoria M. Cilento &amp; f.llo, di Via Medina 63 a Napoli. Gli avatar ne sono usciti eleganti, vestiti di abiti e accessori di alta qualità sartoriale. Tale iniziativa si avvarrà del prezioso supporto della “Fiera Virtuale in Second Life” dell’ingegnere Franco Alfieri.</p>
<p style="justify;">L’azienda partenopea Cilento si è proiettata verso le nuove frontiere della comunicazione in occasione del dibattito dal titolo “La classe oltre il tempo”, in memoria del conte Giovanni Nuvoletti. L’incontro rientrava nella serie dei “dibattiti sull’eleganza”, ospitati presso il Salotto Cilento.</p>
<p style="justify;">Marito in seconde nozze di Clara Agnelli, sorella dell’avvocato Gianni, Giovanni Nuvoletti era un campione di eleganza. Uomo colto e raffinato, con il gusto per la vita ed il piacere ma che non peccava mai di stile, che amava la buona cucina, fu anche presidente dell’Accademia italiana della Cucina, fu scrittore ed attore, vantando, tra le altre, un’apparizione nel celebre film  &#8217;Il professor dottor Giovanni Tersilli&#8217;, commedia del 1970 nella quale interpreta il ruolo del professor Azzerini al fianco di Alberto Sordi.</p>
<p style="justify;">Tra i tanti ospiti di Ugo Cilento, patron dell’omonima sartoria, che hanno preso parte al dibattito, moderato dal giornalista economico Massimo Lucidi, l’onorevole Mario D’Urso, amico storico della famiglia Agnelli, e Giovanna Nuvoletti, figlia del conte, accompagnata da suo marito Claudio Petruccioli, presidente del Consiglio di amministrazione Rai. Giovanna Nuvoletti ha fornito un ricordo dell’eleganza che ha sempre contraddistinto il compianto padre, un’eleganza comune a quella che si respira nel prestigioso atelier arredato con mobili del ‘700, dove i prodotti dell’eccellenza sartoriale napoletana si fondono con pezzi d’epoca, tessuti, attrezzi da lavoro, antichi bozzetti. Un luogo dove ci si incontra per parlare di stile, e di bon ton, il punto di forza di chi vuole essere leader nei settori tipici del Made in Italy.  Proprio il bon ton ha fatto da fulcro dell’intervento del marchese Pierluigi Sanfelice di Bagnoli, cerimoniere della Deputazione di San Gennaro, che non ha voluto far mancare il suo contributo all’incontro.</p>
<p style="justify;">I dibattiti sull’eleganza, moderati dal giornalista Massimo Lucidi e organizzati dalla Auregon, società di marketing e comunicazione del cavalier Enrico Auricchio, rappresentano ormai un appuntamento fisso in cui si avvicendano ospiti prestigiosi, rappresentanti della politica, dell’imprenditoria e delle professioni, nonché giovani, per confrontarsi su quello che di buono il territorio produce e di cui Cilento è un esempio. Eleganza, cura dei particolari, ricerca della qualità, entusiasmo e passione sono le caratteristiche alla base del successo di tante realtà campane, dell’artigianato artistico e tradizionale, della sartoria, dell’arte orafa e tanti altri settori produttivi che ben rappresentano il territorio. Questi valori emergono puntualmente dai confronti e dai dibattiti realizzati nel “salotto Cilento”, un luogo dove Giovanni Nuvoletti si sarebbe sentito sicuramente a suo agio… anche per la presenza del Marchese Pierluigi Sanfelice di Bagnoli e del Principe Giovan Battista de’ Medici di Ottajano, del Duca Carlo Guardascione.</p>
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<p class="MsoNormal"><strong><span> </span></strong></p>
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		<title>Bellessere: educare allo sport, educare all&#8217;alimentazione.</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Mar 2009 09:26:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Lucidi</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Nell’incantevole location di Villa Doria d’Angri, nei giorni Giovedì 26 e Venerdì 27 Marzo 2009, si terrà Bellessere, la prima convention sull’educazione allo sport e all’alimentazione, pensata a Napoli e che guarda con innovazione ed energia al Paese, al Mediterraneo.
Si prepara nell&#8217;intanto già la seconda prestigiosa occasione di confronto, a giugno da Montecarlo in Costa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="justify;">Nell’incantevole location di Villa Doria d’Angri, nei giorni Giovedì 26 e Venerdì 27 Marzo 2009, si terrà Bellessere, la prima convention sull’educazione allo sport e all’alimentazione, pensata a Napoli e che guarda con innovazione ed energia al Paese, al Mediterraneo.</p>
<p>Si prepara nell&#8217;intanto già la seconda prestigiosa occasione di confronto, a giugno da Montecarlo in Costa Azzurra a bordo della splendida motonave Capri. Ma cos&#8217;è questa inizaitiva ideata dal giornalista Massimo Lucidi e realizzata dalla società di marketing e comunicazione dell&#8217;industriale Enrico Auricchio?</p>
<p>E&#8217; l&#8217;occasione di formazione, di avviamento al lavoro, di confronto, per:<br />
Promuovere corretti stili di vita: il modello della dieta mediterranea; lo sport sin dalla tenera età. Facciamo nostre le battaglie per gli alimenti e i territori “Free ogm”; lo sport che recupera i minori a rischio; lo sport come aggregazione e socializzazione per gli anziani.<br />
Individuare azioni finalizzate alla prevenzione di disturbi alimentari in età scolare.<br />
Coinvolgere studenti, aziende, istituzioni e personaggi dello sport. Individuato un target di riferimento negli studenti universitari di scienze motorie: futuri manager, atleti e opionion leader del settore del benessere e dello sport</p>
<p>I target coinvolti sono praticamente tutti: chi non vuole migliorare il proprio stile di vita?<br />
Sportivi: Sicuramente questa sempre più vasta cerchia di persone non mancherà all’appuntamento. Un’occasione di confronto tale e con tali interlocutori è una chicca imperdibile per gli appassionati;<br />
Studenti: In particolare quelli di scienze motorie, ma più in generale quelli di tutte le facoltà, troveranno interessante il dibattito su temi che abbracciano a tutto tondo il nostro vivere quotidiano;<br />
Genitori: troveranno utile l’approfondire al meglio l’aspetto nutrizionale e motorio della crescita dei loro figli;<br />
Anziani: coglieranno i segreti per affrontare la senilità nel modo più dinamico e gioviale possibile;</p>
<p>Grazie al prezioso sostegno della Coldiretti, e in particolare del DG della Campania Vito Amendolara e della stessa Università Parthenope, che festeggia il decennale della Facoltà di Scienze Motorie presieduta dal professore Giuseppe Vito, BELLESSERE riscontra interventi e partecipazioni di relatori illustri come i dietologi Luca Piretta, Bernard Gregoire, Maurizio Marassi; lo scienziato Paolo Manzelli; gli atleti Diego Occhiuzzi (olimipionico, medaglia di bronzo a Pechino) Fabio Pertusi (vicecampione mondiale di canoa polo) e numerosi personal trainer che testimonieranno la propria esperienza sul campo.</p>
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		<title>Salotto Cilento: Eccellenze dal Nord nella Napoli capitale</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Feb 2009 14:16:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Lucidi</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Due icone dell’eleganza italiana si incontrano per fare il punto sullo stato dell’arte sartoriale



 Continua il filone di conversazioni che animano il Salotto Cilento con cadenza mensile. Gentiluomini di Nord e Sud si sono dati appuntamento il 6 febbraio 2009 alle ore 18,00 a Via Medina 63, per confrontarsi sul senso della qualità di un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="center;" align="center">Due icone dell’eleganza italiana si incontrano per fare il punto sullo stato dell’arte sartoriale</p>
<p class="MsoNormal" style="justify;">
<p class="MsoNormal" style="justify;">
<p class="MsoNormal" style="justify;">
<p class="MsoNormal" style="justify;"><span> </span>Continua il filone di conversazioni che animano il Salotto Cilento con cadenza mensile. Gentiluomini di Nord e Sud si sono dati appuntamento il 6 febbraio 2009 alle ore 18,00 a Via Medina 63, per confrontarsi sul senso della qualità di un capo d’abbigliamento affinché si distingua nel tempo e nello spazio. A tale proposito verrà presa come esempio la giacca “Lodrà”, uno dei modelli della casa produttrice valdostana, Valgrisa. Di questo capo verranno esplicate le peculiarità proprio da chi ne cura i particolari ogni giorno, Alessandra Fulginiti, una delle colonne portanti dell’azienda valdostana.</p>
<p class="MsoNormal" style="justify;">
<p class="MsoNormal" style="justify;"><span> </span>Le conversazioni che mensilmente vengono condotte dall’ottimo Massimo Lucidi nel mio Salotto, riescono sempre a cogliere gli aspetti più nuovi ed interessanti del bien vivre e dell’eleganza – ci spiega il maestro Ugo Cilento. Per l’incontro del 6 febbraio p.v. ho voluto fortemente – continua Cilento - la testimonianza di un’azienda, Valgrisa, che ritengo essere una dei punti di riferimento nel settore, in modo da poter illustrare a tutti gli ospiti i criteri e le tecniche per la produzione di qualità. La caratteristica che ci accomuna – conclude il famoso sarto partenopeo – è l’amore per quello che facciamo e la convinzione che insistere sulla qualità sia il miglior modo per tenere viva la tradizione sartoriale.</p>
<p class="MsoNormal" style="justify;">
<p class="MsoNormal" style="justify;"><span> </span>Lodrà prende ispirazione dalla giacca che le guide di Curmayeur indossavano verso la metà del XIX sec. Con questo indumento, le guide accompagnavano i loro clienti in montagna. Era un capo utile per proteggere dal freddo; oggi è un elegante capospalla da indossare in qualunque occasione. L’idea alla base del progetto è quella di trasformare la lana di una pecora rara in via di estinzone, la Rosset, in un capo esclusivo. E’ una razza autoctona che va in via di estinzione e che è stata in qualche modo protetta.</p>
<p class="MsoNormal" style="justify;">
<p class="MsoNormal" style="justify;">
<p class="MsoNormal" style="justify;">
<p class="MsoNormal" style="center;" align="center">I gentili colleghi della stampa sono invitati ad intervenire.<strong> A seguire buffet.</strong><strong></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="justify;"><span> </span></p>
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<p class="MsoNormal" style="center;" align="center"><strong><span> </span></strong></p>
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		<title>A tavola con eleganza</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Nov 2008 15:58:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Lucidi</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Giovedì 13 novembre, ore 17,00, presso il Salotto Cilento, il prestigioso show-room dell’ antica sartoria M.Cilento &#38; f.llo, di Via Medina 63 a Napoli, sede degli “incontri sull’eleganza” si terrà un dibattito dal tema “Il salotto Cilento per una cucina d’eleganza – A tavola con gusto, eppure con classe perché dimagrire significa non perdere il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--[if gte mso 9]&amp;gt;  Normal 0 14   false false false        MicrosoftInternetExplorer4  &amp;lt;![endif]--><!--[if gte mso 9]&amp;gt;   &amp;lt;![endif]--></p>
<p style="justify;">Giovedì 13 novembre, ore 17,00, presso il Salotto Cilento, il prestigioso show-room dell’ antica sartoria M.Cilento &amp; f.llo, di Via Medina 63 a Napoli, sede degli “incontri sull’eleganza” si terrà un dibattito dal tema “Il salotto Cilento per una cucina d’eleganza – A tavola con gusto, eppure con classe perché dimagrire significa non perdere il sorriso”.</p>
<p style="justify;">Un momento per conversare di eleganza a tavola in compagnia di Maurizio Marassi, dietologo e medico sportivo del Circolo Nautico Posillipo, e Bernard Grégoire, nutrizionista. Si dibatterà su come è possibile mangiare stando attenti alla linea e mantenendo una corretta postura a tavola. I due qualificati relatori porteranno la loro esperienza per ciò che concerne una corretta alimentazione. E’ fondamentale inculcare nelle menti di giovani ed adulti l’educazione alla salute, facendo conoscere i benefici dell&#8217;attività fisica correttamente praticata, sia nei confronti dell&#8217;individuo sano sia in quelli che soffrono di patologie curabili con il movimento programmato. E’ il medico sportivo, in particolare, ad indirizzare i giovani verso lo sport più adatto alle loro doti costituzionali. Il nutrizionista invece tratta temi di salute, nutrizione, alimentazione e benessere, con particolare attenzione al ruolo dei cibi e alla dieta.</p>
<p style="justify;">Il dibattito moderato dal giornalista Massimo Lucidi e organizzato dalla Auregon, società di marketing e comunicazione del Cavalier Enrico Auricchio, rappresenta ormai un appuntamento fisso che vede avvicendarsi ospiti prestigiosi, rappresentanti della politica, dell’imprenditoria e delle professioni, nonché giovani, per confrontarsi su quello che di buono il territorio produce e di cui Cilento è un esempio. Eleganza, cura dei particolari, ricerca della qualità, entusiasmo e passione sono le caratteristiche alla base del successo di tante realtà campane, dell’artigianato artistico e tradizionale, della sartoria, dell’arte orafa e tanti altri settori produttivi che ben rappresentano il territorio. Questi valori emergono puntualmente dai confronti e dai dibattiti realizzati nel “salotto Cilento”.</p>
<p style="justify;">
<p style="justify;">L’appuntamento di giovedì 13 novembre segue quello del 19 settembre scorso quando fu ricordato il conte Giovanni Nuvoletti, impareggiabile campione di eleganza, in presenza della figlia Giovanna Nuvoletti, accompagnata dal marito, il presidente del Consiglio di amministrazione della Rai Claudio Petruccioli.</p>
<p style="justify;">
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		<title>Food Fashion &#38; Design</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Jul 2008 16:32:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Lucidi</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Si terrà il giorno 23 luglio prossimo presso il Salotto Cilento di Via Medina 63 a Napoli, il seminario di marketing innovativo per il confezionamento, la presentazione e la distribuzione di prodotti alimentari.
Nell’occasione verranno presentati dalla stilista Patrizia Lieto, in collaborazione con gli esponenti della Provincia di Parma e del festival del Prosciutto di Parma, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--[if gte mso 9]&amp;gt;  Normal 0 14   false false false        MicrosoftInternetExplorer4  &amp;lt;![endif]--><!--[if gte mso 9]&amp;gt;   &amp;lt;![endif]--></p>
<p style="justify;">Si terrà il giorno 23 luglio prossimo presso il Salotto Cilento di Via Medina 63 a Napoli, il seminario di marketing innovativo per il confezionamento, la presentazione e la distribuzione di prodotti alimentari.</p>
<p style="justify;">Nell’occasione verranno presentati dalla stilista Patrizia Lieto, in collaborazione con gli esponenti della Provincia di Parma e del festival del Prosciutto di Parma, degli abiti per salumi. In particolare la stilista presenterà al selezionato pubblico presente al salotto settecentesco, l’ultimo progetto di marketing ideato da Auregon S.r.l. dell’industriale Enrico Auricchio.</p>
<p style="justify;">Si tratta di reinventare, in chiave di fashion design, il packaging dei prodotti che saranno protagonisti al Festival del prosciutto di Parma e sulle tavole dei buongustai di tutto il mondo, che vedranno i migliori prodotti dop italiani “vestirsi” di innovativi e funzionali ornamenti. Difatti, il packaging fashion non sarà funzionale solo alla presentazione innovativa del prodotto, ma sarà essenziale per una corretta conservazione del prodotto stesso.</p>
<p style="justify;">Saranno presenti alla conversazione, tra gli altri, il Vice Presidente della Provincia di Parma, il dr. Pierluigi Ferrari; il Sindaco di Langhirano e Presidente del Festival del Prosciutto di Parma, l’ing. Stefano Bovis; il responsabile marketing del Consorzio del prosciutto di Parma, il dr. Claudio Leporati; il Direttore del Consorzio della mozzarella di bufala campana, il dr. Vincenzo Oliviero; il Presidente del Consorzio del salame doc diNapoli, il dr. Libero Spiezia.</p>
<p style="left;">E’ chiamato a moderare il seminario e ad introdurre il progetto di marketing, il giornalista Massimo Lucidi.</p>
<p style="justify;">
<p style="justify;">
<p style="center;" align="center">
<p style="left;">
]]></content:encoded>
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		<title>Capitali esteri in Italia</title>
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		<pubDate>Mon, 05 May 2008 09:19:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Lucidi</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA[capitali esteri italia]]></category>

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		<description><![CDATA[La vera questione è attrarre capitali esteri in Italia.
La questione del controllo (pubblico!) delle reti infrastrutturali è solo una punta d’iceberg di un complesso problema che va affrontato nel nostro Paese in una logica di medio lungo periodo.
L’Italia non è appetibile per gli investitori stranieri.
Questa è la questione vera che attanaglia logiche di sviluppo di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="justify;">La vera questione è attrarre capitali esteri in Italia.</p>
<p style="justify;">La questione del controllo (pubblico!) delle reti infrastrutturali è solo una punta d’iceberg di un complesso problema che va affrontato nel nostro Paese in una logica di medio lungo periodo.</p>
<p style="justify;">L’Italia non è appetibile per gli investitori stranieri.</p>
<p style="justify;">Questa è la questione vera che attanaglia logiche di sviluppo di ampio respiro per il Paese, limitando solo al “public” il ruolo di “player” per gli investimenti.</p>
<p style="justify;">E, come se non bastasse, nel corso degli anni l’Italia ha continuato a perdere attrattività. Il caso Telecom, con l’uscita e poi il rientro del colosso AT&amp;T, di certo accende i riflettori sui protagonisti: bene, invece faremmo ad aprire gli occhi su come regolare e comunque incentivare l’ingresso di capitali esteri in Italia.</p>
<p style="justify;">Meglio ancora faremmo, se cercassimo di capire cosa accade all’estero per promuovere investimenti.</p>
<p style="justify;">Nel 2005 solo il 5,3% (pari a 219.868 milioni di dollari), del totale degli investimenti mondiali fatti in Europa, sono avvenuti in Italia. Nel 2000 erano il 5,8% e nel 1990 addirittura il 7,8%. Il nostro sistema Paese perde sempre più quota e non regge il confronto con gli altri: un’incidenza ben lontana da quella registrata nel Regno Unito (19,7% e in termini assoluti pari a 816.716 milioni di dollari), in Francia (14,5% e 600.821 milioni di dollari), Germania (12,1% e 502.790 milioni di dollari) e  Spagna (8,8% e 367.656 milioni di dollari). Anche piccoli Paesi come Belgio, Lussemburgo e Paesi Bassi arrivano ad attrarre ben più dell&#8217;Italia. E per decenza è il caso di limitarsi alla “vecchia Europa” senza considerare “le tigri” del Far East Asia e, come dire “i giovani leoni”, i nostri vicini di casa: Tunisia, Egitto, Macedonia e Romania.<br />
Perché, verrebbe subito da chiedersi?<span id="more-13"></span></p>
<p style="justify;">In questi giorni ripetiamo tutti, alcuni luoghi comuni: la nostra pubblica amministrazione inefficiente ed inefficace, la qualità dei servizi e delle infrastrutture materiali e immateriali costituiscono i principali freni all’attrazione di capitali dall’estero.</p>
<p style="justify;">Ma se cerchiamo di capire il fenomeno dell’investimento estero che non c’è&#8230; oltre le frasi fatte, ci rendiamo subito conto che manca la cultura del Governo del territorio che richiede scelte coraggiose, lungimiranti, condivise in una logica pubblico-privata.</p>
<p style="justify;">Ripetiamo: in una logica pubblico- privata.</p>
<p style="justify;">Se apriamo un qualunque documento della Banca Mondiale, ad esempio sulle questioni di sviluppo, presto ci imbattiamo nel modello PPP che significa semplicemente Public Private Partnership.</p>
<p style="justify;">Assieme la Pubblica Amministrazione, si fa protagonista di un pubblico dibattito che porta alla formazione di un progetto condiviso con i cittadini e tutti i diversi stakeholders di un territorio e decide con le Imprese di portarlo avanti limitandosi ad una funzione di controllo e di attrazione dei valori della competenza e del merito.</p>
<p style="justify;">Si sviluppa in questo modo al pari di una cultura dell’eccellenza (nel Private) anche un sistema fortemente competitivo e di autocontrollo nel Pubblico.</p>
<p style="justify;">Cosa succede invece in Italia su tante questioni che richiederebbero scelte strategiche, condivise, di ampio respiro, viatico di investimenti notevoli in campi strategici e non del Paese? Il più delle volte il “Pubblico che parla col Privato” sono due facce della stessa medaglia, per non dire Famiglia o Clan. Nei fatti ci si divide, ci si arrocca, ci si limita al pregiudizio, ma di certo non si fa un dibattito con un minimo di coerenza, di memoria storica… tanto si assumono impegni e decisioni per mantenerle al più nell’arco di una legislatura. Tanto poi - diciamola con Di Pietro - si va dal Signor Berlusconi a chiedere di “lasciare i tesori” in mani italiche… Forse, troppo spesso, le Sue?</p>
<p class="MsoNormal" style="right;">Mario Pecoraro di Cavalleggeri d’Aosta</p>
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		<title>Essere giovane imprenditore a Napoli</title>
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		<pubDate>Mon, 05 May 2008 09:16:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Lucidi</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA[imprenditoria giovanilie]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa memoria vuole essere la testimonianza più autentica delle difficoltà umane ancorché ambientali nelle quali un giovane, che vuole fare Impresa a Napoli, si imbatte.
La mia storia diventa difficile appena percepisco che sto crescendo e che è possibile fare qualcosa di serio, a Napoli: nel maggio del 2004 registro interesse da grandi aziende come Auricchio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="justify;">Questa memoria vuole essere la testimonianza più autentica delle difficoltà umane ancorché ambientali nelle quali un giovane, che vuole fare Impresa a Napoli, si imbatte.</p>
<p style="justify;">La mia storia diventa difficile appena percepisco che sto crescendo e che è possibile fare qualcosa di serio, a Napoli: nel maggio del 2004 registro interesse da grandi aziende come Auricchio e Barilla, e metto a cena gli ambasciatori di Israele e Palestina, a Napoli, perché “il Mediterraneo e la buona tavola uniscono popoli e culture diverse”.</p>
<p style="justify;">Il desiderio, mai celato, apparve  subito chiaro ai commensali, (industriali alimentari e destra-sinistra di Governo nazionale e locale): realizzare a Napoli una manifestazione fieristica sull’alimentazione che potesse dare coraggio, incentivare relazioni economiche, dare un segnale di speranza e di rilancio.</p>
<p style="justify;">Mediterraneating, questo il neologismo nato a tavola, avrebbe consentito di voltare pagina da un livello mediocre di manifestazioni messe in campo a Napoli.</p>
<p style="justify;">Io credo fortemente che ciascuno attraverso il proprio lavoro ordinario possa rendere testimonianza di un Amore, di un Impegno, di una Storia più grande, vera ed eterna: questo mio stile di lavoro si percepisce subito perché vivo un’etica del lavoro, dell’impresa che rispecchia la mia fede cattolica.</p>
<p style="justify;">
<p style="justify;">Atto 1° La prima manifestazione è all’insegna di un lavoro estenuante, che spesso dura fino a mezzanotte in ufficio, ma che porta ad un risultato  straordinario: in appena 3 mesi oltre duecento aziende prendono parte a “Mediterraneating”. A Napoli si può: questo lo slogan che lanciai seppur non nascondendo le difficoltà del tessuto professionale che stentava ad essere coinvolto. Investii tutti i soldi incassati nel brand, perché questo significa fare una fiera vincente: puntare sul futuro… Un’azione spot non basta.<span id="more-12"></span></p>
<p style="justify;">
<p style="justify;">Atto 2° A dicembre 2004, firmo un contratto definito “capestro” dai miei avvocati, perché unilateralmente difende i diritti della sola Mostra d’Oltremare; vengo indotto dal Presidente e dal Direttore alla firma perché “tanto ogni eventuale difficoltà occorsami, sarebbe stato oggetto di incontri e verifiche periodiche; tutti gli organizzatori firmano questo tipo di contratto; sai, dobbiamo tutelare questa azienda, essendo l’unica area fieristica…”. E così tra sorrisi e strette di mano, parte la seconda edizione della manifestazione.</p>
<p style="justify;">Atto 3° Per questa edizione, novembre 2005, mi accorgo di avere una missione difficile, non condivisa (ma forse nemmeno capita) dalla governance politica. Ma vado avanti: capisco che solo la continuità e la programmazione può innescare un fenomeno di cambiamento, una crescita di credibilità del nostro sistema territoriale. In altri termini,  mi era chiaro che un’edizione fieristica non regge: occorre continuità e professionalità. Ecco perché con maggiore entusiasmo credemmo di realizzare una seconda edizione vincente: purtroppo troppo tardi mi resi conto che gli impegni assunti dalle istituzioni potevano sciogliersi come neve al sole.</p>
<p style="justify;">La seconda edizione si realizzò comunque, e nel rendicontare i risultati economici, in perdita, provvidi a chiedere un incontro urgente col Presidente Cercola.</p>
<p style="justify;">E qui viene giù la maschera.</p>
<p style="justify;">Il senso di questo scritto è proprio qui: una testimonianza assoluta sul livello meschino e mediocre di questi amministratori pubblici  a capo di un’azienda (pubblica) partecipata, attenti non al bene comune, non agli sforzi oggettivi sulle iniziative, alla vita delle imprese, al giudizio professionale sulle persone ma una mera verifica delle opportunità e delle contingenze legate alla politica delle appartenenze. Una logica miope, tutta politica, ma con la p minuscola.</p>
<p style="justify;">E il vento della politica soffiava forte a gennaio 2006: le elezioni erano in vista.</p>
<p style="justify;">Le difficoltà che un giovane onesto, pulito, rigoroso, attento diventano insormontabili eppure di fronte a queste sono convinto oggi più che mai che non si deve scappare; “non bisogna avere paura” ma bisogna vivere tutto fino in fondo, dire la verità, vivere nella Verità perché solo questa adesione al Vero ci rende liberi.</p>
<p style="justify;">Questa testimonianza che vi rendo mi emoziona perché so che nello scriverla, potrei non vedere il giorno in cui arriverà la parola finale.</p>
<p style="justify;">
<p style="justify;">Atto 4° A dicembre 2005 mi appare chiaro che va rinegoziato il rapporto con la  Mostra d’Oltremare: in queste condizioni diventa impossibile fare la terza edizione della fiera (la seconda da contratto ndr). Il continuo (sempre verbale) ondivagare, tergiversare, rassicurare verbalmente e ammonire per iscritto della Presidenza MdO nei miei confronti era comprensibile solo per l’attivismo dei diversi organizzatori, comunque “competitors” sospinti dalle contingenze politiche</p>
<p style="justify;">L’unico dato vero è che io chiedevo un tempo di ragionamento assieme, un incontro con il Presidente e il direttore per capire se gli ostacoli della macchina amministrativa che vedevo oramai profilarsi non solo nel Ministero delle Politiche Agricole ma anche e soprattutto a livello regionale si potevano superare. Assieme. Come spesso mi veniva detto. Ma niente non c’era mai tempo per un incontro.</p>
<p style="justify;">
<p style="justify;">Atto 5° candidatura Nel frattempo la città è in ginocchio e appare all’orizzonte un candidato capace almeno di innalzare il livello competitivo. Sì la competizione in Politica è necessaria per migliorare la qualità del personale umano e rendere più aderente ai cittadini, agli elettori, l’operato concreto. Malvano andava aiutato anche a costo di impegnarsi pubblicamente: iniziai a collaborare per la stesura del programma; mi ritrovai candidato a presidente proprio nella X Municipalità , quella della MdO per il centro destra. La cosa non piacque ai principali azionisti della Mostra: cioè il Comune di Napoli perché…</p>
<p style="justify;">
<p style="justify;">Atto 6° La Mostra d’Oltremare chiese i soldi con una veemenza inusitata, tutta tesa a esasperare la persona fisica Massimo Lucidi che a questo punto non avrebbe più saputo come gestire il quotidiano personale, di lavoro e l’eccezionale momento di campagna elettorale. Mi chiedono i soldi, tanti e subito, a saldo della manifestazione 2005, proprio loro che non davano appuntamento, colore i quali non rispondevano alle mie richieste di incontro e di dialogo ad aprile si fanno avanti con minacce di azioni giudiziarie.</p>
<p style="justify;">Occorreva trovare subito i soldi – mi dicevo tra me; ma per fare cosa?- non sapevo rispondere.</p>
<p style="justify;">
<p style="justify;">Atto 7° La risposta arriva quando scopriamo che il competitor “Elementi” viene confermato dalla Mostra a dicembre 2006. Vergogna!  Mi chiedevano soldi per farmi fare poi una fiera che definire impossibile è poco. Sarebbe stata inutile, falsa, farsa. Mi volevano morto anche nella dignità.</p>
<p style="justify;">
<p style="justify;">Atto 8° Cosa fare? Con la fiera “Elementi” dopo due settimane dalla terza edizione di Mediterraneating non è neanche pensabile farla: abbondava ogni tipo di patrocinio pubblico possibile (solo dopo scopriremo che è falso ndr) noi non siamo in grado di pagare ma… Pago. Oltre 85.000 euro per non farla più: il tutto avviene appena la banca mi innalza lo scoperto sul conto. Operazione rischiosa ma i soldi del 2005 li dovevo e comunque pagavo per non fare più la terza manifestazione: fui chiaro e per questo mi feci accompagnare dall’avvocato Massara. “Pagavo e non facevo più la fiera 2006” questa condizione sarebbe stata riportata nell’atto affidato a Massara per la redazione e l’invio alla Mostra. Tutto chiaro tra Galantuomini dove vige la regola della parola: pagavo pur non avendo la protezione di un “accordo scritto”, unica mia garanzia giuridica.</p>
<p style="justify;">
<p style="justify;">Atto 9° Così definito l’affaire, partivo per gli USA per un master annunciato anche nella riunione con la Mostra d’Oltremare. Ma a  questo punto della storia Cercola si è mostrato bugiardo e approfittatore: sapeva che partivo per gli USA ma ci scrive con l’avvocato Imparato e cambia le carte in tavola: il Presidente Cercola chiede soldi anche per uscire.</p>
<p style="justify;">
<p style="justify;">Atto 10° trattative respinta. Io non ho soldi da offrire per coprire un errore di buona fede</p>
<p style="justify;">
<p style="justify;">Conclusione</p>
<p style="justify;">Altro che supply chain, altro che professori, altro che professionisti, “Aiutiamo i giovani”?!…Solo slogan vuoti, senza seguito, l’ho verificato, purtroppo, sulla mia pelle.</p>
<p style="justify;">Solo cerimonieri della politica dell’appartenenza, solo meschini e doppio giochisti…</p>
<p style="justify;">
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		<title>Miopia e visione</title>
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		<pubDate>Mon, 05 May 2008 09:13:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Lucidi</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[News]]></category>

		<category><![CDATA[cambiare napoli]]></category>

		<category><![CDATA[decision maker]]></category>

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		<description><![CDATA[I decision maker (chi cummanna) di Napoli sono vecchi. La logica che impera e che è frutto della loro esperienza di conservazione è l’immobilismo,  lo sguardo al presente non al futuro, il premio alla appartenenza, non al merito. Se in Italia ferve il dibattito sulla produttività, sulla competitività del sistema, qui a Napoli la politica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="justify;">I decision maker (chi cummanna) di Napoli sono vecchi. La logica che impera e che è frutto della loro esperienza di conservazione è l’immobilismo,  lo sguardo al presente non al futuro, il premio alla appartenenza, non al merito. Se in Italia ferve il dibattito sulla produttività, sulla competitività del sistema, qui a Napoli la politica non apre il confronto ma sintetizza il tutto con slogan che rispondono più a logiche di moda che a ragionamenti in grado di richiamare comportamenti coerenti.</p>
<p style="justify;">Questo cosa produce? In sintesi il mondo cambia, la società si evolve ma nelle cinta murarie della città di Napoli le menti vengono confuse, oppresse, smarrite, inebriate; il cittadino comune perso il senso dell’orientamento finisce per non essere disposto al cambiamento.</p>
<p style="justify;">Questa chiave di lettura è l’unica possibile per capire anche il recentissimo inspiegabile comportamento della nostra comunità: alla crisi di fiducia per la Iervolino, ha fatto seguito il premio alla Iervolino.</p>
<p style="justify;">Ma ricordate quando il pentapartito tanto odiato raccoglieva il 72% del consenso: nel giro di un anno il 1993 lo stesso elettorato fu prontamente disponibile a passare poi a sinistra… in altri termini il richiamo del potere, l’emozione last minute, “il promessificio” fatto sistema, il controllo del territorio, in questa città dei bisogni funziona davvero molto bene. Molto meglio della coscienza dei propri cittadini.<span id="more-11"></span></p>
<p style="justify;">Eppure il napoletano quando va fuori dalla città eccelle: è vero. Qui non è in condizione di esprimersi. Non crede in se stesso, nel vicino, nel senso civile della sua comunità.</p>
<p style="justify;">Allora che fare? Perseverare nel sonno, nell’arte dell’arrangiarsi non ha più senso nella società globale; la concorrenza è tra territori lontani e nel mondo, sempre più piccolo, sono oramai tante “le città del sole”. Alla perdita di dignità, alla dilagante imperante miopia di questi padroni “che non se ne vogliono andare” si contrappone l’entusiasmo soffocato, la voglia di fare offuscata dei nostri giovani che troppe volte se ne devono andare. Alla miopia di questa classe dirigente stanca e inadeguata si contrappone la lucida visione di chi in questa città ha preso il meglio, la famiglia, i valori, la cultura e cerca una via. Sono i giovani napoletani che parlano più lingue, hanno reti di amicizie internazionali, e che per esprimere al meglio la propria visione del mondo se ne vanno oppure a denti stretti resistono in silenzio, con crescente disillusione, mentre il tempo passa. E così passa la stagione del cambiamento. La nuova stagione, la loro, si allontana. Il contributo di freschezza e innovazione non ha marcato la società con un positivo cambiamento. Quello che è successo dagli anni 80 è questo: negli ultimi 25 anni Napoli ha soffocato il cambiamento. Altro che rinascimento napoletano. Questa espressione sta ritorcendosi contro la classe dirigente perché è divenuta risibile perché premia solo la logica dell’appartenenza. Il rinascimento richiede coraggio e visione e i suoi protagonisti devono essere giovani. E se non anagraficamente, almeno biologicamente…</p>
<p class="MsoNormal" style="justify;">Ogni riferimento a persone e cose è assolutamente cercato.<span><span> </span><span> </span><span> </span></span></p>
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		<title>Settembre, andiamo…</title>
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		<pubDate>Mon, 05 May 2008 08:39:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Lucidi</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[News]]></category>

		<category><![CDATA[migrazione dei giovani]]></category>

		<category><![CDATA[orgoglio civile]]></category>

		<category><![CDATA[territorio]]></category>

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		<description><![CDATA[E’ tempo di rientrare. Nella città turistica che strappa dalle mani anche straniere, le telecamere perché di ogni immagine catturata ne possano conservare solo l’ultima: la violenza.
Rientrare nella città che consente il più importante “centro commerciale estero” su uno dei lungomari più belli e famosi al mondo. Naturalmente illegale!
Rientrare nella città senza funzioni, che in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="justify;">E’ tempo di rientrare. Nella città turistica che strappa dalle mani anche straniere, le telecamere perché di ogni immagine catturata ne possano conservare solo l’ultima: la violenza.</p>
<p style="justify;">Rientrare nella città che consente il più importante “centro commerciale estero” su uno dei lungomari più belli e famosi al mondo. Naturalmente illegale!</p>
<p style="justify;">Rientrare nella città senza funzioni, che in cerca di identità nuove, si consente perfino il lusso di non conoscere, ricordare, onorare la sua storia. Una città che pur essendo la più giovane in Europa nega ai suoi giovani la speranza di un futuro sereno, di lavoro, vicino ai propri affetti.</p>
<p style="justify;">Rientriamo in una città che è capace di stratificare i suoi problemi, senza risolverli, arrangiarsi alla sopravvivenza, senza migliorare la propria condizione, di limitarsi all’oggi senza costruire il domani.<span id="more-10"></span></p>
<p style="justify;">Ecco allora perché per molti giovani, settembre rappresenta “il tempo i migrare”: salutati i propri cari sempre più giovani sono costretti a lasciare la nostra regione perché altrove stanno costruendo il proprio futuro. Quando il miglior capitale umano si allontana, una città è condannata alla morte civile.</p>
<p style="justify;">Sono ben due i miei cari che giovanissimi se ne sono andati a Londra perché volevano un lavoro, una prospettiva, una crescita professionale. A parlare con loro, ti rendi conto che la scelta è a metà tra egoismo (legittimo) e disillusione (totale). Oggi Napoli ispira questi sentimenti anche in chi resta: egoismo e disillusione, l’individualismo senza speranze è l’atteggiamento che ben conosciamo come residenti in città che si contrappone a quell’icona di solarità e solidarietà che ancora manteniamo all’estero…</p>
<p style="justify;">Che fare se non migrare?</p>
<p style="justify;">Rientrare e resistere non basta. La resistenza “silenziosa e arrangiona” finisce per premiare l’illegalità, il più forte, il meno competente. Occorre partecipare, destare un orgoglio civile per riprendere con coraggio e dignità il territorio, essere protagonisti del proprio futuro. Per mobilitare le coscienze, organizzare la speranza, occorre promuovere i valori della competenza e del merito, della legalità e dell’incontro.</p>
<p class="MsoNormal" style="justify;">Settembre andiamo, è tempo di partecipare.</p>
<p class="MsoNormal" style="justify;"><span> </span></p>
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		<title>Città europea capitale mediterranea</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Apr 2008 13:52:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Lucidi</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[News]]></category>

		<category><![CDATA[capitale mediterranea]]></category>

		<category><![CDATA[città europea]]></category>

		<category><![CDATA[napoli brand]]></category>

		<category><![CDATA[Napoli Capitale]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;amministrazione comunale affidata al centro sinistra ha in questi 13 anni di &#8220;non governo&#8221; ulteriormente aggravato la perdita di centri e funzioni economiche in termini internazionali.
L&#8217;accusa che muoviamo è chiara: la Giunta Iervolino ha invano  inseguito i problemi quotidiani, disatteso le scelte strategiche, contribuito in modo forte a far perdere la memoria storica dell&#8217;importanza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="justify;">L&#8217;amministrazione comunale affidata al centro sinistra ha in questi 13 anni di &#8220;non governo&#8221; ulteriormente aggravato la perdita di centri e funzioni economiche in termini internazionali.</p>
<p style="justify;">L&#8217;accusa che muoviamo è chiara: la Giunta Iervolino ha invano  inseguito i problemi quotidiani, disatteso le scelte strategiche, contribuito in modo forte a far perdere la memoria storica dell&#8217;importanza e del ruolo di Napoli nel mondo.</p>
<p style="justify;">Napoli è un brand che deve riprendere quel valore che merita: evoca bellezza del territorio e delle genti, arte e cultura in abbondanza, solarità e simpatia nei costumi sociali.</p>
<p style="justify;">&#8220;Napoli Capitale&#8221;, che si presentava all&#8217;Unità d&#8217;Italia quale unica metropoli del Paese, centro capace di gareggiare con Parigi per la concentrazione di arte, storia cultura e abitanti con i suoi oltre milione e duecentomila abitanti (Roma e Milano assieme superavano appena i 500.000 residenti&#8230;), appare oggi come una città non solo decaduta, ma derubata da questa classe politica incompetente anche della memoria storica.<span id="more-1"></span></p>
<p style="justify;">E la stagione calcistica d&#8217;oro degli anni 90&#8242; con Maradona e i Mondiali, non è bastata a restituire prestigio mondiale alla città e di certo appare superata&#8230;</p>
<p style="justify;">Nel frattempo è cambiato lo scenario internazionale: il mondo ha finito di guardare a occidente. Il Far East Asia mette in moto una nuova centralità mediterranea, culturale ed economica. Appare emblematica la questione logistica che di fatto dà opportunità nuove al sistema dei trasporti integrato.</p>
<p style="justify;">Il Comune deve sostenere infrastrutture e operatori impegnati a farsi carico di queste nuove opportunità strategiche fornendo quel supporto.</p>
<p style="justify;">Questo impegno puntuale e concreto deve essere sostenuto da un&#8217;azione politica più complessa e articolata in grado di guardare l&#8217;intero panorama promozionale della città in termini europei e mediterranei.</p>
<p style="justify;">La città merita di più: è europea.</p>
<p style="justify;">Sede della più antica Università d&#8217;Europa, sede del più antico conservatorio musicale d&#8217;Europa, centro storico patrimonio mondiale dell&#8217;Unesco, l&#8217;immagine della cultura a Napoli appare assolutamente provinciale, arroccata su stereotipi e protagonisti di parte.</p>
<p style="justify;">La sfida è aprire la città a ogni contributo internazionale, agli studenti di tutto il mondo, alle tante, diverse e laboriose associazioni internazionali.</p>
<p style="justify;">Il Sindaco di Napoli ha titolo per promuovere dibattiti, gemellaggi, convegni e osservatori internazionali che però si coniughino ai valori della programmazione e della continuità: appare invece l&#8217;azione promozionale del Comune &#8220;un festival permanente delle vanità&#8221;</p>
<p style="justify;">La priorità che però si intende osservare è sostenere in modo istituzionale gli sforzi di quelle tante imprese, associazioni, università e singoli cittadini che già si impegnano sul fronte dell&#8217;internazionalizzazione.</p>
<p style="justify;">La città merita di più: è mediterranea.</p>
<p style="justify;">La porta in Europa sul mediterraneo della logistica è la capitale della cultura bagnata dal mare. Un mare che unisce ma che tanti aspetti ancora divide popoli e culture diverse, millenarie che devono conoscere una stagione nuova di confronto e dialogo.</p>
<p style="justify;">Il Sindaco di Napoli ha titolo per promuovere un&#8217;azione politica non solo di facciata come fatto da queste Amministrazioni di Sinistra; un&#8217;azione avulsa dall&#8217;impegno quotidiano di chi ha imprese e interessi internazionali.</p>
<p style="justify;">L&#8217;azione euro-mediterranea che noi proponiamo muove a sostenere che realizza a Napoli grandi eventi internazionali deputati a creare sviluppo, ad allargare le reazioni commerciali e internazionali della città, valorizzando l&#8217;impegno e la professionalità di chi oggi è riuscito a realizzare fiere, eventi e incontri in settori strategici come l&#8217;agro industria, l&#8217;artigianato, l&#8217;energia, la moda la nautica, il turismo.</p>
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