Città europea capitale mediterranea
Pubblicato da Massimo Lucidi
L’amministrazione comunale affidata al centro sinistra ha in questi 13 anni di “non governo” ulteriormente aggravato la perdita di centri e funzioni economiche in termini internazionali.
L’accusa che muoviamo è chiara: la Giunta Iervolino ha invano inseguito i problemi quotidiani, disatteso le scelte strategiche, contribuito in modo forte a far perdere la memoria storica dell’importanza e del ruolo di Napoli nel mondo.
Napoli è un brand che deve riprendere quel valore che merita: evoca bellezza del territorio e delle genti, arte e cultura in abbondanza, solarità e simpatia nei costumi sociali.
“Napoli Capitale”, che si presentava all’Unità d’Italia quale unica metropoli del Paese, centro capace di gareggiare con Parigi per la concentrazione di arte, storia cultura e abitanti con i suoi oltre milione e duecentomila abitanti (Roma e Milano assieme superavano appena i 500.000 residenti…), appare oggi come una città non solo decaduta, ma derubata da questa classe politica incompetente anche della memoria storica.
E la stagione calcistica d’oro degli anni 90′ con Maradona e i Mondiali, non è bastata a restituire prestigio mondiale alla città e di certo appare superata…
Nel frattempo è cambiato lo scenario internazionale: il mondo ha finito di guardare a occidente. Il Far East Asia mette in moto una nuova centralità mediterranea, culturale ed economica. Appare emblematica la questione logistica che di fatto dà opportunità nuove al sistema dei trasporti integrato.
Il Comune deve sostenere infrastrutture e operatori impegnati a farsi carico di queste nuove opportunità strategiche fornendo quel supporto.
Questo impegno puntuale e concreto deve essere sostenuto da un’azione politica più complessa e articolata in grado di guardare l’intero panorama promozionale della città in termini europei e mediterranei.
La città merita di più: è europea.
Sede della più antica Università d’Europa, sede del più antico conservatorio musicale d’Europa, centro storico patrimonio mondiale dell’Unesco, l’immagine della cultura a Napoli appare assolutamente provinciale, arroccata su stereotipi e protagonisti di parte.
La sfida è aprire la città a ogni contributo internazionale, agli studenti di tutto il mondo, alle tante, diverse e laboriose associazioni internazionali.
Il Sindaco di Napoli ha titolo per promuovere dibattiti, gemellaggi, convegni e osservatori internazionali che però si coniughino ai valori della programmazione e della continuità: appare invece l’azione promozionale del Comune “un festival permanente delle vanità”
La priorità che però si intende osservare è sostenere in modo istituzionale gli sforzi di quelle tante imprese, associazioni, università e singoli cittadini che già si impegnano sul fronte dell’internazionalizzazione.
La città merita di più: è mediterranea.
La porta in Europa sul mediterraneo della logistica è la capitale della cultura bagnata dal mare. Un mare che unisce ma che tanti aspetti ancora divide popoli e culture diverse, millenarie che devono conoscere una stagione nuova di confronto e dialogo.
Il Sindaco di Napoli ha titolo per promuovere un’azione politica non solo di facciata come fatto da queste Amministrazioni di Sinistra; un’azione avulsa dall’impegno quotidiano di chi ha imprese e interessi internazionali.
L’azione euro-mediterranea che noi proponiamo muove a sostenere che realizza a Napoli grandi eventi internazionali deputati a creare sviluppo, ad allargare le reazioni commerciali e internazionali della città, valorizzando l’impegno e la professionalità di chi oggi è riuscito a realizzare fiere, eventi e incontri in settori strategici come l’agro industria, l’artigianato, l’energia, la moda la nautica, il turismo.
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