Settembre, andiamo…
Pubblicato da Massimo Lucidi
E’ tempo di rientrare. Nella città turistica che strappa dalle mani anche straniere, le telecamere perché di ogni immagine catturata ne possano conservare solo l’ultima: la violenza.
Rientrare nella città che consente il più importante “centro commerciale estero” su uno dei lungomari più belli e famosi al mondo. Naturalmente illegale!
Rientrare nella città senza funzioni, che in cerca di identità nuove, si consente perfino il lusso di non conoscere, ricordare, onorare la sua storia. Una città che pur essendo la più giovane in Europa nega ai suoi giovani la speranza di un futuro sereno, di lavoro, vicino ai propri affetti.
Rientriamo in una città che è capace di stratificare i suoi problemi, senza risolverli, arrangiarsi alla sopravvivenza, senza migliorare la propria condizione, di limitarsi all’oggi senza costruire il domani.
Ecco allora perché per molti giovani, settembre rappresenta “il tempo i migrare”: salutati i propri cari sempre più giovani sono costretti a lasciare la nostra regione perché altrove stanno costruendo il proprio futuro. Quando il miglior capitale umano si allontana, una città è condannata alla morte civile.
Sono ben due i miei cari che giovanissimi se ne sono andati a Londra perché volevano un lavoro, una prospettiva, una crescita professionale. A parlare con loro, ti rendi conto che la scelta è a metà tra egoismo (legittimo) e disillusione (totale). Oggi Napoli ispira questi sentimenti anche in chi resta: egoismo e disillusione, l’individualismo senza speranze è l’atteggiamento che ben conosciamo come residenti in città che si contrappone a quell’icona di solarità e solidarietà che ancora manteniamo all’estero…
Che fare se non migrare?
Rientrare e resistere non basta. La resistenza “silenziosa e arrangiona” finisce per premiare l’illegalità, il più forte, il meno competente. Occorre partecipare, destare un orgoglio civile per riprendere con coraggio e dignità il territorio, essere protagonisti del proprio futuro. Per mobilitare le coscienze, organizzare la speranza, occorre promuovere i valori della competenza e del merito, della legalità e dell’incontro.
Settembre andiamo, è tempo di partecipare.
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