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L’arte entra nel salotto della finanza

Nelle sale espositive della sede milanese di Fideuram, International Broker Art, in collaborazione con l’omonima banca, ha esposto i quattro artisti che hanno rivoluzionato il modo di concepire l’arte nella modernità e nella contemporaneità, Andy Warhol, Mimmo Rotella, Alina Didot e Paolo De Cuarto.
Questa mostra ha rappresentato la felice conclusione di un’intuizione. Quella di Danilo Gigante, di vedere arte come una possibile coniugazione delle diverse filiere di investimento finanziario. è costata sacrificio ed inquietudine a causa delle mille e più norme contraddittorie di questo paese, poiché in Italia affermare che l’arte può essere una forma di risparmio con una ricaduta positiva sul sistema economico, rischia di essere un assioma pericoloso se proferito in alcuni ambiti di mercato.
Nell’Italia della finanza nell’era Boschi, verrebbe da dire, se si è operatori anonimi certe operazioni di favore non si riescono nemmeno immaginare. Ma se poi a trarne i benefici è il mercato degli investitori allora diventa attività vigilata persino il parlarne. È il caso dell’intuizione di Gigante che dopo 10 anni ha portato la concretezza di art finance in fideuram, con la mostra “Pop Revoution”. Qui fortunatamente ci appelliamo alla libertà così come definita da Montesquieu nel suo “Esprit de lois”.
La fine di un’intuizione, dunque, ma anche l’inizio di un percorso blindato in cui il primario player finanziario avvia il suo progetto affidandosi ad un’azienda che vanta rigore e continuità, International Broker Art.
Molte le mostre allestite da International Broker Art in un 2017 ricco che fa presagire un 2018 veramente da record: “Milano e la mala”, “Ultimo atto d’amore”, “La Transavanguardia”, “Andy Warhol American Dream”, “Andy Warhol – Vetrine”, “Andy Warhol VS Gartel – Hyp Pop”, “Tra le due guerre”, “Milano città d’acqua”, “Milano, storia di una rinascita”, “Tracce”, “Silver Factory” e “La terra dei fiori”.
Auspichiamo, dunque, che di eventi come questi International Broker Art, in collaborazione con Fideuram, ne crei altri per un nuovo anno ricco di arte e di bellezza. 

Sostenere l’arte senza una politica efficiente non basta

La bellezza salverà il mondo?

Nell’ultimo anno abbiamo assistito ad un fenomeno tanto affascinante, dal punto di vista scientifico, quanto tragico, sotto il profilo umano. Un fenomeno che passando ha lasciato dietro di sé un’ingente perdita umana fatta di famiglie disgregate, nonni senza più nipoti, nipoti senza più genitori, genitori senza più figli; ma anche una perdita culturale, caratterizzata dalla disgregazione dei più bei monumenti caratteristici di una terra.
Ad ottobre dello scorso anno, nel panorama di un’Italia centrale già devastata da un sisma, una scossa di terremoto avvertita nella notte ha riaffiorato alla memoria dei cittadini le immagini tragiche relative il terremoto avvenuto ad Amatrice la fine dell’estate. Nessuna tragica perdita a Macerata e nella sua provincia…o almeno inizialmente così è stato. Ma la perdita delle radici storiche culturali, quell’unicum che dalla culla alla tomba ha dato per secoli sicurezza a generazioni di coltivatori allevatori persone speciali che mettono al primo posto la salvaguardia del territorio, tutto questo mondo è stato messo sotto gamba.
Numerose sono state le iniziative benefiche in favore di quello che ormai è diventato un territorio devastato. Ma possono bastare? È giusto che il privato illuminato, il benefattore generoso, il mecenate colto si sostituiscano in toto ad una politica e ad una macchina amministrativa assente?
Emblematico il caso di Danilo Gigante, presidente di International Broker Art, l’originale sodalizio di critici dealer collezionisti curatori di con cui valorizza l’arte e il patrimonio italiano; grazie ai suoi eventi legati al mondo dell’arte e della bellezza, ha raccolto e donato 5,000 euro alla scuola elementare di Pieve Torina, un comune nel Maceratese flagellato dal terremoto, per provvedere alla sua ricostruzione.
Dopo la tempesta il sole? non sempre. Questo caso denuncia che arte sola non basta, l’italia dei borghi necessita di governance adulta e continua non episodica e legata al singolo evento. “Non mi sento solo – afferma Danilo Gigante – nel dare una mano all’arte delle zone terremotate, perché ho incontrato tanti casi e molteplici sono le iniziative che si muovono a favore dell’identità culturale del centro Italia, un universo straordinario di borghi, cultura e storia secolare che merita di trovare un momento di raccordo e di coordinamento concreto e fattivo che promuova la speranza di una prossima rinascita, altrimenti la solitudine e la disperazione derivanti proprio dalla perdita dell’identità e dei propri spazi porta ad uno smarrimento psicologico che è premessa al suicidio di anziani, soprattutto di coloro che sono legati al mondo della terra”.
Secondo la filosofia di Murphy, infatti, oggi dovremmo sorridere, perché l’indomani sarà peggio. E di quel peggio, per i Maceratesi, è giunta l’ora.
Le mancate promesse di ricostruzione e la mancata ripresa dell’economia nella zona, hanno portato una diffusa e generale depressione che ha mietuto più vittime di quel bieco terremoto dell’anno precedente.
La zone necessita di una ripresa che è possibile solo grazie all’aiuto dei privati ma, soprattutto, delle istituzioni, cominciando dalla ricostruzione degli storici palazzi.
Tuttavia, se è vero che la cultura non sfama l’uomo, è altrettanto vero che la bellezza lo rende libero e felice. La bellezza da sola, però, non basta a salvare il mondo, c’è bisogno di infondere nuovamente quel sentimento di speranza che quella fatidica notte sembra essersi portato via.

Cori da stadio dei bambini di Pieve per Danilo Gigante

 

“Vinceremo”. Questa la parola che i bambini della scuola di Pieve Torinese, provincia di Macerata hanno ripetuto in coro da stadio insieme con il loro “salvatore” Danilo Gigante.
L’amministratore di IBA- International Broker Art, il Cavalier Gigante premiato con il riconoscimento della Gran Croce al Merito Umanitario, grazie all’arte ha sostenuto il progetto “Non toccate i Bambini”, col quale è intervenuto a finanziare la ricostruzione della scuola di questo paesino in provincia di Macerata, distrutta dal sisma dello scorso anno.

 

“Dedicarmi a progetti per questi Angeli (i bambini, ndr) mi rende orgoglioso e mi migliora l’animo” ha dichiarato Gigante L’Arte, dunque, non è solo riferibile ad opere di valore artistico-architettonico. Arte è anche aiutare chi ne ha più bisogno. “Grazie alla mia mission, l’arte, – ha continuato Gigante – sono riuscito a sostenere il progetto Non toccate i Bambini, un progetto che mi sta molto a cuore”.
Un progetto, tuttavia, che non ha portato avanti in solitaria, come ha specificato lo stesso Gigante, perché “la cooperazione è la cosa principale in queste situazioni. Ringrazio di cuore il Sindaco Alessandro Gentilucci e quanti hanno reso possibile questo progetto di inestimabile valore sociale”.
In effetti il dialogo tra generazioni, tra territori e non solo nel tempo è la missione principale di ogni operatore culturale che tende alla conservazione e valorizzazione del patrimonio. E Gigante si distingue nel panorama nazionale proprio per il modello di business che si apre al sociale.

 

Gigante non è nuovo a tali interventi. Con “Non toccate i Bambini” ha aiutato l’associazione “Tommy nel cuore” del piccolo Tommasino di Parma lapidato anni fa; ha sostenuto interventi in scuole ed asili in Nicaragua; ha istituito aste di beneficenza con alcune Banche; ha, con la Biennale di Venezia, fatto il progetto Sephoris, sostenendo un intervento di ristrutturazione presso un orfanotrofio a Betlemme ospitante bambini rimasti orfani dalle bombe di ogni religione. Oltre a tutto questo, ha anche sostenuto tante attività di solidarietà sul piano personale nel nascondimento e sostenendo iniziative culturali e cinematografiche internazionali.

Parla Danilo Gigante, di International Broker Art

La mostra “I Maestri del Novecento”, tenutasi la scorsa settimana presso lo spazio del M.A.C. di Milano, ha posto un altro tassello in quel percorso “Contemporaneo” avviato ad inizio anno, con l’esposizione al Lu.C.C.A., da Danilo Gigante fondatore di IBA, International Broker Art.

Nel corso di questa mostra Gigante ha raccontato l’esperienza maturata “nel corso di molti anni con Gigart ideando il progetto Art Finance, nel quale i collezionisti privati aderiscono ad un sistema di promozione culturale che consente la divulgazione delle opere d’arte attraverso mostre aperte al pubblico”. Il collezionista, così, si trova ad ammirare la “sua” preziosa opera d’arte non più dalla poltrona in seta del proprio salotto, bensì in una galleria aperta al pubblico internazionale. “In tal modo – continua Gigante – il collezionista prova un originalissimo piacere nel vedere quanti possono, in uno spazio adatto quale è il M.A.C., ammirare e contemplare le opere di cui è proprietario”. Il concetto di galleria, come pure quello di collezione ed investimento, hanno subito, quindi, una rivoluzione. “Galleria è ora interpretata – prosegue Gigante – come un percorso emotivo nella testa di ogni singolo appassionato d’arte; il concetto di collezione, invece, ha finito per assumere la concezione di “presenza itinerante”. “L’investimento – conclude Gigante – ha un nuovo strumento per la promozione culturale e di incoraggiamento all’arte, agli artisti, alla sensibilità, alla cultura del confronto e della pace: è l’Art Finance”.

Grande successo per la mostra “I Maestri del Novecento”

Grande successo di critica e pubblico per la mostra “I Maestri del Novecento” inaugurata lo scorso 4 luglio al MAC nella piazza Tito Lucrezio Caro a Milano, con tantissimi appassionati d’arte contemporanea e non solo.

Una mostra, un evento, che conferma Danilo Gigante con IBA, International Broker Art, il più attivo tra gli operatori del settore attenti a valorizzare le opere d’arte acquisite dai propri collezionisti in un itinerario della cultura e del bello dell’arte contemporanea in giro per il paese.

Danilo Gigante ha le carte in regola per attestarsi con IBA, International Broker Art, quale organizzatore di riferimento anche nel panorama milanese per l’arte contemporanea. Infatti IBA si impegna in tutto il Paese a realizzare mostre evento e il 2017 è già cominciato alla grande: partito da Lu.C.C.A., Lucca Center of Contemporary Art, lo scorso 25 febbraio con la mostra Warhol vs Gartel, si è subito proiettato a Montecarlo confermando il suo sponsor alla quattordicesima edizione del Montecarlo Film Festival, voluto da Ezio Greggio, saldando il mondo del cinema con quello dell’arte contemporanea. Nell’occasione Danilo Gigante ha consegnato il Premio Arte & Cinema. Non ha fatto in tempo a celebrare la festa di chiusura, coronandone il successo, del Lu.C.C.A., che il 20 maggio ha presentato e sostenuto la mostra “Terra dei Fiori” a Reggio di Caserta. Con l’inaugurazione, lo scorso 4 luglio, della mostra “I Maestri del Novecento” ha posto un altro tassello in questo lungo percorso “Contemporaneo”. Dal freddo settentrionale al caldo meridionale, da Caserta a Milano, questo target di mostre non manca per capacità di attrazione del pubblico distinto, quale che sia la location.

 

di Maria Pia Cartoni
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2017 scintillante per International Broker Art