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Il Corporate Collection italiano

Danilo Gigante impegnato anche nella valorizzazione delle collezioni artistiche aziendali
In differita di dieci anni, il fenomeno del corporate collection è finalmente arrivato anche in Italia, permettendo a chi ogni giorno è impegnato nella valorizzazione artistica, non solo dell’opera d’arte ma anche dell’autore, di mettere a disposizione degli utenti questo patrimonio artistico aziendale.

Danilo Gigante, l’esperto di arte e finanza, autore del progetto International Broker Art, impegnato nella valorizzazione dell’arte, solito partecipare a fiere artistiche sparse per il mondo, conosce bene questo fenomeno così, non appena giunto anche in Italia, lo ha ben intercettato questo coinvolgendo aziende in grado di offrire l’eccellenza dell’arte.

Secondo una ricerca svolta da Axa Art, è emerso che il 37% delle corporate collection è da imputarsi al settore bancario, di cui per il 29% legato ad una fondazione, e per il restante 8% agli istituti di credito.
Mosso da questi dati, Danilo Gigante ha colto al volo l’opportunità che il corporate collection riserva agli operatori artistici.

È, infatti, con Fideuram, la private banking milanese, che Gigante, con il suo progetto IBA, ha avviato una collaborazione per l’esposizione, nella stessa banca, delle opere in suo possesso, con protagonista il famoso Paolo de Cuarto, l’artista calabrese contemporaneo, dal grande successo internazionale, nonché autore di alcuni marchi di famosi drink.

Un’esposizione, questa, che ha registrato un buon successo, essendo una delle prime esposizioni aziendali per IBA. Non resta, dunque, che auspicare una replica di eventi come questi, per una sempre maggiore valorizzazione dell’arte non solo pubblica o privata, ma anche di collezioni in possesso di aziende, le corporate collection, appunto.

L’arte entra nel salotto della finanza

Nelle sale espositive della sede milanese di Fideuram, International Broker Art, in collaborazione con l’omonima banca, ha esposto i quattro artisti che hanno rivoluzionato il modo di concepire l’arte nella modernità e nella contemporaneità, Andy Warhol, Mimmo Rotella, Alina Didot e Paolo De Cuarto.
Questa mostra ha rappresentato la felice conclusione di un’intuizione. Quella di Danilo Gigante, di vedere arte come una possibile coniugazione delle diverse filiere di investimento finanziario. è costata sacrificio ed inquietudine a causa delle mille e più norme contraddittorie di questo paese, poiché in Italia affermare che l’arte può essere una forma di risparmio con una ricaduta positiva sul sistema economico, rischia di essere un assioma pericoloso se proferito in alcuni ambiti di mercato.
Nell’Italia della finanza nell’era Boschi, verrebbe da dire, se si è operatori anonimi certe operazioni di favore non si riescono nemmeno immaginare. Ma se poi a trarne i benefici è il mercato degli investitori allora diventa attività vigilata persino il parlarne. È il caso dell’intuizione di Gigante che dopo 10 anni ha portato la concretezza di art finance in fideuram, con la mostra “Pop Revoution”. Qui fortunatamente ci appelliamo alla libertà così come definita da Montesquieu nel suo “Esprit de lois”.
La fine di un’intuizione, dunque, ma anche l’inizio di un percorso blindato in cui il primario player finanziario avvia il suo progetto affidandosi ad un’azienda che vanta rigore e continuità, International Broker Art.
Molte le mostre allestite da International Broker Art in un 2017 ricco che fa presagire un 2018 veramente da record: “Milano e la mala”, “Ultimo atto d’amore”, “La Transavanguardia”, “Andy Warhol American Dream”, “Andy Warhol – Vetrine”, “Andy Warhol VS Gartel – Hyp Pop”, “Tra le due guerre”, “Milano città d’acqua”, “Milano, storia di una rinascita”, “Tracce”, “Silver Factory” e “La terra dei fiori”.
Auspichiamo, dunque, che di eventi come questi International Broker Art, in collaborazione con Fideuram, ne crei altri per un nuovo anno ricco di arte e di bellezza.