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Dalla Reggia di Caserta a Milano, continua il “tour” nel Bel Paese dell’artista concettuale Americano

Dopo il successo strepitoso registrato all’esposizione nella Reggia Di Caserta, Kyle Thompson torna ad entusiasmare il suo pubblico negli spazi milanesi di aA29 Project Room, in collaborazione con International Broker Art

Il Presidente di IBA, Danilo Gigante ha invitato la Milano che conta, quella fatta di collezionisti, ma non solo, per presentare loro il nuovo fenomeno contemporaneo che ha saputo emozionare il pubblico della Reggia di Caserta, l’artista concettuale Kyle Thompson.

Dunque, negli spazi di aA29 Project Room Milano, dalle 18:30 di martedì 10 aprile, giorno in cui Gigante coaudiverà il vernissage di questa mostra a Piazza Caiazzo 3, fino al 18 maggio si potrà favorire della presenza di questa nuova frontiera dell’arte, dettata dalla fotografia concettuale di Thompson.

Thompson, infatti, ha portato in Italia un’arte differente rispetto a quella cui siamo abituati.
Fatta di paesaggi enigmatici racchiusi nei suoi stessi scatti fotografici delle zone degradate di Portland, Thompson ha lo scopo di illustrare il rapporto tra l’ambiente umano e la natura, dove l’umano non è più presente.

Non solo zone degradate ed abbandonate, Thompson ha cercato anche angoli di natura ancora non sottomessi al dominio umano, risparmiati, dunque, dall’urbanizzazione e dall’inquinamento, per ricreare un rapporto tra naturale e artificiale ben chiaro nella sua opera principale, “greenhouse”, consistente in una scatola da lui stesso costruita, all’interno della quale ha inserito alcune piante per poi entrarvici, ben dimostrando, così, il già rapporto tra natura e uomo.

Un artista, dunque, che ha saputo registrate un successo con un’arte nuova che non poteva certo passare inosservata agli occhi di chi, come Danilo Gigante, opera da esperto nel settore dell’arte contemporanea.

Continua l’esperienza di Danilo Gigante al Montecarlo Film Festival

Per il quinto anno consecutivo, il presidente di International Broker Art ha consegnato un premio ai grandi dello spettacolo

 

Come da molti anni a questa parte, anche in questo 2018 si è svolto, dal 26 febbraio al 3 marzo, il consueto Monte Carlo Film Festival che, giunto oramai alla sua quindicesima edizione, anche quest’anno ha rinnovato la partnership con Danilo Gigante, il quale ha partecipato con la sua società, International Broker Art.

Non solo nel mondo dell’arte, dunque. Danilo Gigante non si è chiuso in quella nicchia artistico-pittorica che l’arte in senso stretto rappresenta, ma ha deciso di aprirsi e spaziare in tutti i campi che l’arte può offrire. Sono, oramai, già cinque anni, infatti, che partecipa al Festival, grazie al Premio Arte e Cinema Monte Carlo Film Festival da lui ideato.

È così che sabato scorso (3 marzo, ndr), durante la cerimonia di premiazione presso il Grimaldi Forum, Danilo Gigante ha fatto pervenire, per mezzo del conduttore del Festival, Ezio Greggio, il premio all’attrice Nancy Brilli. Intitolato “A qualcuno piace caldo”, il premio di Gigante è un’opera con poesia di Alda Merini.
«Sono cinque anni che Danilo viene e premia un personaggio» puntualizza Ezio Greggio. E scherzando aggiunge «Secondo me scegliendo quelle che più gli piacciono».

Non solo Nancy Brilli. Danilo Gigante si è premurato di consegnare personalmente, sempre accompagnato da Ezio Greggio, un dono anche a Maria Grazia Cucinotta. Un quadro, intitolato “Marilyn Chanel 5”, l’opera di Mimmo Rotella, artista molto legato al mondo del cinema, raffigurante Marilyn Monroe.

Un Festival del cinema, dunque, dove l’arte non ha mancato. Ci auguriamo che il percorso intrapreso da International Broker Art e Monte Carlo Film Festival sia portato avanti per non veder sopperire l’uno all’altro, ma per continuare a godere dell’arte senza tralasciare il cinema

Il Corporate Collection italiano

Danilo Gigante impegnato anche nella valorizzazione delle collezioni artistiche aziendali
In differita di dieci anni, il fenomeno del corporate collection è finalmente arrivato anche in Italia, permettendo a chi ogni giorno è impegnato nella valorizzazione artistica, non solo dell’opera d’arte ma anche dell’autore, di mettere a disposizione degli utenti questo patrimonio artistico aziendale.

Danilo Gigante, l’esperto di arte e finanza, autore del progetto International Broker Art, impegnato nella valorizzazione dell’arte, solito partecipare a fiere artistiche sparse per il mondo, conosce bene questo fenomeno così, non appena giunto anche in Italia, lo ha ben intercettato questo coinvolgendo aziende in grado di offrire l’eccellenza dell’arte.

Secondo una ricerca svolta da Axa Art, è emerso che il 37% delle corporate collection è da imputarsi al settore bancario, di cui per il 29% legato ad una fondazione, e per il restante 8% agli istituti di credito.
Mosso da questi dati, Danilo Gigante ha colto al volo l’opportunità che il corporate collection riserva agli operatori artistici.

È, infatti, con Fideuram, la private banking milanese, che Gigante, con il suo progetto IBA, ha avviato una collaborazione per l’esposizione, nella stessa banca, delle opere in suo possesso, con protagonista il famoso Paolo de Cuarto, l’artista calabrese contemporaneo, dal grande successo internazionale, nonché autore di alcuni marchi di famosi drink.

Un’esposizione, questa, che ha registrato un buon successo, essendo una delle prime esposizioni aziendali per IBA. Non resta, dunque, che auspicare una replica di eventi come questi, per una sempre maggiore valorizzazione dell’arte non solo pubblica o privata, ma anche di collezioni in possesso di aziende, le corporate collection, appunto.

Danilo Gigante si conferma un player dell’arte internazionale

Da gennaio a dicembre molti gli impegni tra il vecchio continente e quello transatlantico, impegnati a favorire l’arte

Sono sempre più numerosi i programmi di Danilo Gigante nel panorama artistico internazionale. Uno dei primi appuntamenti dove, appunto,Danilo Gigante con il suo originale sodalizio, IBA, volto a conferire particolare attenzione alla valorizzazione dei talenti artistici supportando mostre e fiere, sarà presente è la Feira Dibujo Contemporaneo, la famosa fiera del disegno internazionale che si tiene ogni anni a Madrid. Quest’anno IBA sosterrà le artiste di aA29 Project Room, suo partner nella rete d’impresa artistica da lui stesso creata, selezionate per la famosa fiera.

Non solo Madrid, ma anche fiere oltreoceano, come quella che si terrà a fine anno (dal 6 al 9 dicembre 2018, ndr) al Miami Beach Convention Center, dove gallerie ed artisti da tutto il mondo potranno esporre i propri lavori di arte moderna e contemporanea.

IBA sempre più “international”, dunque, confermando quanto dice lo stesso nome del progetto, che vedrà un anno impegnativo all’insegna dell’arte moderna e contemporanea.

La prima rete d’impresa del mondo dell’arte

Danilo Gigante si conferma un visionario artistico-finanziario

“Coopetition” è la parola adeguata. In un accento odierno, nel solco di quel valore 4.0, si potrebbe chiamare “Share”. Un valore aggiunto che mancava nel panorama italiano. La condivisione di un comune obiettivo da parte di molteplici differenti società.
Danilo Gigante è riuscito a creare quello che ancora mancava, ma che tanti, forse, auspicavano: una rete d’impresa dell’arte in grado di coinvolgere i protagonisti italiani in un percorso di rinascita artistica.

International Broker Art, dunque, guidata da Danilo Gigante, si mantiene al centro di questa nuova scena nel suo ruolo principale di Art Finance.
Per mettere assieme la storia, un comitato scientifico, un art dealer, un circuito museale, la ricerca e la sperimentazione, le garanzie, la gestione degli immobili di lusso e, appunto, l’art finance, ci voleva proprio un soggetto in grado di capire e di analizzare il mercato artistico, ma anche finanziario.

Molti i protagonisti di questa rete d’impresa, quali Castello Pozzi, E.A.C., Spirale Milano, Spirale d’Idee, aA29, Artdata.ch, Costa Service Italy e, appunto, IBA, ed ognuno porta avanti un valore specifico volto alla meglio realizzazione del compito che questa rete d’impresa si è prefissata: conservare e valorizzare l’arte italiana.

aA29, la rete dell’arte

IBA, capitanata da Gigante, ha ben compreso la rilevanza di costituire una rete d’impresa artistica

L’importanza del “Team Working” è sempre stata ben compresa ed assimilata dal paese oltreoceano meglio di come, invece, è sempre stato vissuto il lavoro di squadra nel vecchio continente. Soprattutto negli ultimi decenni. Se nell’immediato dopoguerra, infatti, il lavoro (o gioco che dir si voglia) di squadra è stato fondamentale per permettere alle famiglie di ricostruire case e scuole distrutte dalle bombe amiche e nemiche, e per permettere alle imprese di tornare ad aprire le proprie attività così da rimettere in moto un paese allo sfascio come lo era l’Italia, con il boom economico vissuto negli anni ‘60 e ‘70 si è vissuto un processo lento ed inesorabile di rimessa al centro dell’individuo in quanto singolo, non più in qualità di membro di una comunità. Tale processo, giunto fino ai giorni nostri, ha portato ad un indebolimento dell’uomo, che si è riflesso sul suo lavoro, in quanto non siamo fatti per star isolati, ma in compagnia.

Che ancora il Team Working costituisca la base di una solida economia come è quella a stelle e strisce, ben l’ha compreso Danilo Gigante, Presidente di International Broker Art, la società d’arte che si occupa di organizzare mostre ed eventi d’arte contemporanea, che ha deciso di guardare a quel modello per creare un “Team Working” dell’arte. Nell’era digital, tuttavia, non poteva che chiamarsi rete.

È così, dunque, che nasce dalla volontà di Gigante la prima vera e propria rete d’impresa operante nel campo artistico, una rete dell’arte, appunto, costituita dai massimi protagonisti italiani del mondo dell’arte odierna, quali sono IBA e l’associazione milanese Spirale d’Idee, presieduta da Massimo Ferrarotti. aA29 Project Room, che vede Gerardo Giurin Presidente, è il nome affidato a questa tanto ambita rete che, grazie ai suoi progetti su Milano e Caserta, ha come obiettivo quello di creare nuovi ed intriganti percorsi dell’arte contemporanea che attirano sempre nuovi appassionati d’arte, ma anche semplici curiosi. Ad aA29, che opera parallelamente ad IBA, è affidato tutto il mondo che fa capo all’arte contemporanea, mentre a Spirale d’Idee è stato assegnato il ramo dell’arte moderna.

Nata da poco, ma già operativa, aA29, con il sostegno di IBA, ha già organizzato fiere e mostre. La prossima, in programma dal 27 marzo al 4 giugno, si terrà presso la Reggia di Caserta, ed è volta a rendere fruibili le fotografie della giovane star americana Kyle Thompson, l’autore di fotografie concettuali, che immortalano persone, spesso lui stesso, e luoghi permettendo di mettere in scena storie, situazioni apparenti, surreali, oniriche.
Dunque, con aA29 è da poco iniziato un nuovo percorso per l’arte in Italia, un percorso desideroso di far emergere da quel limbo entro la quale è stata relegata, la cultura moderna e contemporanea.

In arrivo la terza edizione internazionale del Disegno Contemporaneo. IBA presente

Non solo in Italia, le opere promosse da aA29, con il supporto di IBA, sbarcheranno a Madrid in occasione della Fiera del Disegno Contemporaneo

aA29 Project Room, la rete d’impresa nel campo dell’arte contemporanea fortemente voluta da Danilo Gigante, nel lancio delle sue attività ha intrapreso un percorso artistico che non si è relegato entro i confini nazionali, ma si è esteso oltre, giungendo nel panorama della penisola iberica.

aA29, diretta da Gerardo Giurin, conta due Project Room, rispettivamente a Milano e Caserta, che altro non sono che luoghi di partecipazione creati per promuovere con specifici progetti la sperimentazione dell’arte contemporanea.

Lo sbarco nella penisola iberica di aA29, tuttavia, non è avvenuto con l’apertura di un’ulteriore Project Room, ma grazie al supporto dato da IBA, International Broker Art, nonché grazie alla competenza e alla destrezza di due artiste che si sono fatte riconoscere per l’abilità con la quale hanno creato le proprie opere di stampo contemporaneo.

Disegni contemporanei, queste le opere che hanno permesso a Sasha Vinci e Tiziana Pers, le due artiste di aA29, di essere selezionate come partecipanti protagonisti alla Feira Dibujo Contemporaneo (la fiera del disegno contemporaneo, ndr), appunto, alla Drawing Room del Círculo de Bellas Artes di Madrid, che si terrà dal 20 al 25 Febbraio 2018.
Un grande evento internazionale, la fiera, che quest’anno, giunto alla sua terza edizione, riunirà trenta gallerie, sette delle quali sono state selezionate fuori dai confini iberici, tra cui, appunto, anche aA29.

aA29 Project Room Milano, con il supporto di IBA, in mostra con “La Terra dei Fiori”

Sasha Vinci e Maria Grazie Galesi, le artiste di aA29 Project Room, la rete d’impresa operante nel campo artistico fortemente voluta da Danilo Gigante, presidente di International Broker Art, sono state scelte da una folta platea di artisti internazionali per esporre i propri disegni contemporanei alla terza edizione della Fiera del Disegno Contemporaneo di Madrid, che si terrà alla Drawing Room del Círculo de Bellas Artes di Madrid dal 20 al 25 Febbraio 2018.
 
Per l’occasione data alle due talentose artiste, aA29, con il supporto di IBA, nel suo Project Room di Milano in Piazza Caiazzo 3, giovedì 8 febbraio 2018 terrà un Vernissage durante il quale sarà presentata la mostra “La Terra dei Fiori”, a cura di Daniele Capra, di Sasha Vinci e Maria Grazia Galesi. La mostra raccoglie i disegni e le immagini realizzati dal duetto Vinci/Galesi, ma sarà pure proiettato un video realizzato in occasione della personale ospitata dalla Reggia di Caserta nel corso del 2017.

L’arte entra nel salotto della finanza

Nelle sale espositive della sede milanese di Fideuram, International Broker Art, in collaborazione con l’omonima banca, ha esposto i quattro artisti che hanno rivoluzionato il modo di concepire l’arte nella modernità e nella contemporaneità, Andy Warhol, Mimmo Rotella, Alina Didot e Paolo De Cuarto.
Questa mostra ha rappresentato la felice conclusione di un’intuizione. Quella di Danilo Gigante, di vedere arte come una possibile coniugazione delle diverse filiere di investimento finanziario. è costata sacrificio ed inquietudine a causa delle mille e più norme contraddittorie di questo paese, poiché in Italia affermare che l’arte può essere una forma di risparmio con una ricaduta positiva sul sistema economico, rischia di essere un assioma pericoloso se proferito in alcuni ambiti di mercato.
Nell’Italia della finanza nell’era Boschi, verrebbe da dire, se si è operatori anonimi certe operazioni di favore non si riescono nemmeno immaginare. Ma se poi a trarne i benefici è il mercato degli investitori allora diventa attività vigilata persino il parlarne. È il caso dell’intuizione di Gigante che dopo 10 anni ha portato la concretezza di art finance in fideuram, con la mostra “Pop Revoution”. Qui fortunatamente ci appelliamo alla libertà così come definita da Montesquieu nel suo “Esprit de lois”.
La fine di un’intuizione, dunque, ma anche l’inizio di un percorso blindato in cui il primario player finanziario avvia il suo progetto affidandosi ad un’azienda che vanta rigore e continuità, International Broker Art.
Molte le mostre allestite da International Broker Art in un 2017 ricco che fa presagire un 2018 veramente da record: “Milano e la mala”, “Ultimo atto d’amore”, “La Transavanguardia”, “Andy Warhol American Dream”, “Andy Warhol – Vetrine”, “Andy Warhol VS Gartel – Hyp Pop”, “Tra le due guerre”, “Milano città d’acqua”, “Milano, storia di una rinascita”, “Tracce”, “Silver Factory” e “La terra dei fiori”.
Auspichiamo, dunque, che di eventi come questi International Broker Art, in collaborazione con Fideuram, ne crei altri per un nuovo anno ricco di arte e di bellezza. 

Sostenere l’arte senza una politica efficiente non basta

La bellezza salverà il mondo?

Nell’ultimo anno abbiamo assistito ad un fenomeno tanto affascinante, dal punto di vista scientifico, quanto tragico, sotto il profilo umano. Un fenomeno che passando ha lasciato dietro di sé un’ingente perdita umana fatta di famiglie disgregate, nonni senza più nipoti, nipoti senza più genitori, genitori senza più figli; ma anche una perdita culturale, caratterizzata dalla disgregazione dei più bei monumenti caratteristici di una terra.
Ad ottobre dello scorso anno, nel panorama di un’Italia centrale già devastata da un sisma, una scossa di terremoto avvertita nella notte ha riaffiorato alla memoria dei cittadini le immagini tragiche relative il terremoto avvenuto ad Amatrice la fine dell’estate. Nessuna tragica perdita a Macerata e nella sua provincia…o almeno inizialmente così è stato. Ma la perdita delle radici storiche culturali, quell’unicum che dalla culla alla tomba ha dato per secoli sicurezza a generazioni di coltivatori allevatori persone speciali che mettono al primo posto la salvaguardia del territorio, tutto questo mondo è stato messo sotto gamba.
Numerose sono state le iniziative benefiche in favore di quello che ormai è diventato un territorio devastato. Ma possono bastare? È giusto che il privato illuminato, il benefattore generoso, il mecenate colto si sostituiscano in toto ad una politica e ad una macchina amministrativa assente?
Emblematico il caso di Danilo Gigante, presidente di International Broker Art, l’originale sodalizio di critici dealer collezionisti curatori di con cui valorizza l’arte e il patrimonio italiano; grazie ai suoi eventi legati al mondo dell’arte e della bellezza, ha raccolto e donato 5,000 euro alla scuola elementare di Pieve Torina, un comune nel Maceratese flagellato dal terremoto, per provvedere alla sua ricostruzione.
Dopo la tempesta il sole? non sempre. Questo caso denuncia che arte sola non basta, l’italia dei borghi necessita di governance adulta e continua non episodica e legata al singolo evento. “Non mi sento solo – afferma Danilo Gigante – nel dare una mano all’arte delle zone terremotate, perché ho incontrato tanti casi e molteplici sono le iniziative che si muovono a favore dell’identità culturale del centro Italia, un universo straordinario di borghi, cultura e storia secolare che merita di trovare un momento di raccordo e di coordinamento concreto e fattivo che promuova la speranza di una prossima rinascita, altrimenti la solitudine e la disperazione derivanti proprio dalla perdita dell’identità e dei propri spazi porta ad uno smarrimento psicologico che è premessa al suicidio di anziani, soprattutto di coloro che sono legati al mondo della terra”.
Secondo la filosofia di Murphy, infatti, oggi dovremmo sorridere, perché l’indomani sarà peggio. E di quel peggio, per i Maceratesi, è giunta l’ora.
Le mancate promesse di ricostruzione e la mancata ripresa dell’economia nella zona, hanno portato una diffusa e generale depressione che ha mietuto più vittime di quel bieco terremoto dell’anno precedente.
La zone necessita di una ripresa che è possibile solo grazie all’aiuto dei privati ma, soprattutto, delle istituzioni, cominciando dalla ricostruzione degli storici palazzi.
Tuttavia, se è vero che la cultura non sfama l’uomo, è altrettanto vero che la bellezza lo rende libero e felice. La bellezza da sola, però, non basta a salvare il mondo, c’è bisogno di infondere nuovamente quel sentimento di speranza che quella fatidica notte sembra essersi portato via.