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Firenze capitale del real estate. Non solo per un giorno

Ai nastri di partenza Altus real estate di grande pregio. Ospiti internazionali a Firenze.

Nel prestigioso Palazzo Guicciardini sull’omonimo Lungarno al civico 5, giovedì 20 luglio alle 18.30 con un evento riservato su invito il giornalista economico Massimo Lucidi presenterà Altus, società internazionale che ha identificato un portafoglio di investitori pronti a operare in Italia in immobili di prestigio e che contribuirà ad elevare di fatto Firenze a capitale del real estate.

Altus e’ un’iniziativa di Fabio Massimo Covarrubias imprenditore di successo italo messicano con interessi immobiliari in tutto il mondo, specie nel continente americano, che nell’imprenditore e manager fiorentino Pasquale Cataldi, ha trovato un socio presente da vent’anni nel mercato, non solo immobiliare, ma in genere del patrimonio artistico e culturale locale. Altus è dunque una realtà internazionale consolidata e focalizzata su immobili di grande pregio. Richiamando un piu’ ampio concept di Lifestyle, Altus si presenta all’inaugurazione al fianco di “Vinthedge”, fondo specializzato sui vini italiani di alta qualità, “The Classic Car Fund” fondo su auto d’epoca e “Lonville” società specializzata in orologi di lusso.
Altus, società internazionale di real estate che nella sua sede principale in Italia lancia un messaggio forte al Paese, afferma che ci sono capitali internazionali che credono nel Bel Paese e nel patrimonio culturale italiano che appartiene al mondo e alle future generazioni. Capitali che trovano in Firenze un ruolo guida del ritrovato mercato immobiliare internazionale: un dato che emerge già nell’invito a Palazzo Guicciardini che parla di Lifestyle e guarda a partner di grande pregio. Un evento al quale danno conferme in queste ore personalità del mondo dell’impresa e della finanza internazionale di primissimo piano.
“Il real estate è sempre stato un settore attrattivo di investitori. Ha sempre attratto capitali nuovi. Era il ciclo positivo dell’edilizia. Il settore dalla piu ampia ricaduta positiva su tutta l’economia di in territorio. In questo momento storico, credo che il real estate sia il gateway, la porta principale d’accesso per capitali stranieri in Italia: anzi la scelta di aver puntato agli immobili di grande pregio sicuramente qualifica e certifica il target alto” dichiara Pasquale Cataldi che e’ anche amministratore delegato di Altus srl.

“Salotto en primeur”

La mattina al bar Perseo in Piazza Signoria. Nel tardo pomeriggio al Palazzo Guicciardini di Firenze. Il giornalista economico Massimo Lucidi oggi a Firenze per avviare il suo evento, il Salotto dell’Eleganza (salottodelleleganza.it), lo spazio esclusivo per un’originale conversazione elegante, appunto, che quesa edizione ha visto la collaborazione di Affidaty.


Molti gli ospiti presenti, Filippo Gucci, nipote dell’omonimo fondatore, Stefano Cervati, industriale bresciano, e Pasquale Cataldi, immobiliarista fiorentino, i quali hanno conversato con Leonardo Foschi A.D. di Flor’s, Enzo Ulturale, figlio del fondatore di Ulturale Cravatte, Giancarlo Auriemma responsabile commerciale di Ulturale Cravatte, Massimiliano Sorvino stilista e fondatore di Sartoria Italiana e Langella Alessandro di Karl Mo Moo.


Ogni ospite con la propria eleganza, seduti nei salotti del Palazzo Guicciardini, ha portato la propria esperienza di classe all’evento, moderato dalle stesso Lucidi, il quale ha subito rotto il ghiaccio introducendo, breviter, Sartoria Italiana. Successivamente ha chiesto allo stilista Napoletano di raccontare la storia della sua azienda. Sorvino, orgogliosamente, precisa subito che la sua è una “sartoria artigianale” che produce per il “90% in Italia, da cui il nome”. La volontà dello stilista è sempre stata quella di produrre “abiti sartoriali da uomo di qualità, con manifattura italiana e ad un prezzo al pubblico accessibile a tutti”, ed è riuscita a realizzarla con l’apertura di Sartoria Italiana, creando un modello di business basato “sullo studio delle materie prime e sulla massima attenzione alle esigenze di mercato”. “Oggi sposarsi per un giovane – precisa Sorvino – non è facile proprio a causa delle grandi spese a cui si va incontro, e per me è una grande soddisfazione sapere che, grazie al nostro impegno, uno Sposo può prepararsi al giorno più importante della sua vita vestendosi al massimo della qualità e dell’eleganza senza vedersi il portafoglio notevolmente alleggerito”.


Incuriositosi, Lucidi lancia la palla al Direttore Commerciale Lauro, chiedendogli quali strategie avessero impiegato per “creare questo modello di business”. Lauro indica i tre fattori principali determinanti il loro successo: “1. L’abilità commerciale di Sorvino”; 2. “La creazione di mirate campagne pubblicitarie, anche social”; 3. “Molti sacrifici e duro lavoro, tanto che siamo aperti 24/7”. Paragona, poi, la volontà di Sorvino al pioniere del fast food, Ray Kroc, quando con “Mac Donald vendeva Hamburger a 15 cent. Ecco, noi vendiamo un abiti completo e di qualità italiana a 99,99€”. Due modelli imprenditoriali simili, avviati con lo scopo di servire, uno nel cibo l’altro nell’eleganza, coloro che di censo non abbondano. Due modelli entrambi vincenti. E questo perché entrambi i modelli imprenditoriali sono basati sulla “maniacale attenzione verso l’acquisto delle materie prime e sul duro lavoro – conclude Lauro – con il fine di offrire al pubblico un prodotto di qualità ad un prezzo fuori mercato”.