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Sostenere l’arte senza una politica efficiente non basta

La bellezza salverà il mondo?

Nell’ultimo anno abbiamo assistito ad un fenomeno tanto affascinante, dal punto di vista scientifico, quanto tragico, sotto il profilo umano. Un fenomeno che passando ha lasciato dietro di sé un’ingente perdita umana fatta di famiglie disgregate, nonni senza più nipoti, nipoti senza più genitori, genitori senza più figli; ma anche una perdita culturale, caratterizzata dalla disgregazione dei più bei monumenti caratteristici di una terra.
Ad ottobre dello scorso anno, nel panorama di un’Italia centrale già devastata da un sisma, una scossa di terremoto avvertita nella notte ha riaffiorato alla memoria dei cittadini le immagini tragiche relative il terremoto avvenuto ad Amatrice la fine dell’estate. Nessuna tragica perdita a Macerata e nella sua provincia…o almeno inizialmente così è stato. Ma la perdita delle radici storiche culturali, quell’unicum che dalla culla alla tomba ha dato per secoli sicurezza a generazioni di coltivatori allevatori persone speciali che mettono al primo posto la salvaguardia del territorio, tutto questo mondo è stato messo sotto gamba.
Numerose sono state le iniziative benefiche in favore di quello che ormai è diventato un territorio devastato. Ma possono bastare? È giusto che il privato illuminato, il benefattore generoso, il mecenate colto si sostituiscano in toto ad una politica e ad una macchina amministrativa assente?
Emblematico il caso di Danilo Gigante, presidente di International Broker Art, l’originale sodalizio di critici dealer collezionisti curatori di con cui valorizza l’arte e il patrimonio italiano; grazie ai suoi eventi legati al mondo dell’arte e della bellezza, ha raccolto e donato 5,000 euro alla scuola elementare di Pieve Torina, un comune nel Maceratese flagellato dal terremoto, per provvedere alla sua ricostruzione.
Dopo la tempesta il sole? non sempre. Questo caso denuncia che arte sola non basta, l’italia dei borghi necessita di governance adulta e continua non episodica e legata al singolo evento. “Non mi sento solo – afferma Danilo Gigante – nel dare una mano all’arte delle zone terremotate, perché ho incontrato tanti casi e molteplici sono le iniziative che si muovono a favore dell’identità culturale del centro Italia, un universo straordinario di borghi, cultura e storia secolare che merita di trovare un momento di raccordo e di coordinamento concreto e fattivo che promuova la speranza di una prossima rinascita, altrimenti la solitudine e la disperazione derivanti proprio dalla perdita dell’identità e dei propri spazi porta ad uno smarrimento psicologico che è premessa al suicidio di anziani, soprattutto di coloro che sono legati al mondo della terra”.
Secondo la filosofia di Murphy, infatti, oggi dovremmo sorridere, perché l’indomani sarà peggio. E di quel peggio, per i Maceratesi, è giunta l’ora.
Le mancate promesse di ricostruzione e la mancata ripresa dell’economia nella zona, hanno portato una diffusa e generale depressione che ha mietuto più vittime di quel bieco terremoto dell’anno precedente.
La zone necessita di una ripresa che è possibile solo grazie all’aiuto dei privati ma, soprattutto, delle istituzioni, cominciando dalla ricostruzione degli storici palazzi.
Tuttavia, se è vero che la cultura non sfama l’uomo, è altrettanto vero che la bellezza lo rende libero e felice. La bellezza da sola, però, non basta a salvare il mondo, c’è bisogno di infondere nuovamente quel sentimento di speranza che quella fatidica notte sembra essersi portato via.