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Continua l’esperienza di Danilo Gigante al Montecarlo Film Festival

Per il quinto anno consecutivo, il presidente di International Broker Art ha consegnato un premio ai grandi dello spettacolo

 

Come da molti anni a questa parte, anche in questo 2018 si è svolto, dal 26 febbraio al 3 marzo, il consueto Monte Carlo Film Festival che, giunto oramai alla sua quindicesima edizione, anche quest’anno ha rinnovato la partnership con Danilo Gigante, il quale ha partecipato con la sua società, International Broker Art.

Non solo nel mondo dell’arte, dunque. Danilo Gigante non si è chiuso in quella nicchia artistico-pittorica che l’arte in senso stretto rappresenta, ma ha deciso di aprirsi e spaziare in tutti i campi che l’arte può offrire. Sono, oramai, già cinque anni, infatti, che partecipa al Festival, grazie al Premio Arte e Cinema Monte Carlo Film Festival da lui ideato.

È così che sabato scorso (3 marzo, ndr), durante la cerimonia di premiazione presso il Grimaldi Forum, Danilo Gigante ha fatto pervenire, per mezzo del conduttore del Festival, Ezio Greggio, il premio all’attrice Nancy Brilli. Intitolato “A qualcuno piace caldo”, il premio di Gigante è un’opera con poesia di Alda Merini.
«Sono cinque anni che Danilo viene e premia un personaggio» puntualizza Ezio Greggio. E scherzando aggiunge «Secondo me scegliendo quelle che più gli piacciono».

Non solo Nancy Brilli. Danilo Gigante si è premurato di consegnare personalmente, sempre accompagnato da Ezio Greggio, un dono anche a Maria Grazia Cucinotta. Un quadro, intitolato “Marilyn Chanel 5”, l’opera di Mimmo Rotella, artista molto legato al mondo del cinema, raffigurante Marilyn Monroe.

Un Festival del cinema, dunque, dove l’arte non ha mancato. Ci auguriamo che il percorso intrapreso da International Broker Art e Monte Carlo Film Festival sia portato avanti per non veder sopperire l’uno all’altro, ma per continuare a godere dell’arte senza tralasciare il cinema

L’esperienza dei Caf italiani a servizio del taglio delle tasse di Trump

I professionisti del Caf per il fisco di Trump

Anche in materia fiscale il Presidente Trump ha fatto una promessa chiara e mantenuta: per fare la dichiarazione fiscale basta una cartolina. Ma la battuta rischia adesso di essere doverosamente supportata dai Centri di assistenza fiscale italiani che hanno maturato una grande esperienza in un sistema ben più complesso e oneroso per il contribuente. L’idea è venuta a George Lombardi Italo americano di successo e amico personale di Donald pure vicino di casa in Trump Tower e a Palm Beach. Ancora una volta Lombardi dopo aver curato la campagna elettorale informale dei social, non manca di fare da pontiere privilegiato tra Italia e amministrazione federale, targata Trump:
“17 righe di sintesi della cartolina fiscale di Trump non eliminano alcuna detrazione possibile nel sistema USA; ecco perché immagino un sistema capillare di assistenza fiscale attraverso i professionisti del Caf che in associazione e on line possano essere garanzia di assistenza e professionalità necessaria e supporto. Il modello italiano dei centri di assistenza fiscale è il migliore ed è il più economico e sostenibile per il sistema. Al tempo stesso valorizza professionalità e decisioni impositive che nel caso USA hanno a cuore la semplificazione e la riduzione del carico fiscale. L’idea mi è venuta a Washington DC quando ho premiato Fenalca International al Premio Eccellenza Italiana: grazie a diverse app offrono, un’assistenza puntuale e rigorosa anche on line e da remoto.

A Milano apre la Catalaneria il dining Club che mancava

Danilo Gigante direttore artistico del club Catalaneria

“A Milano mancava un ristorante club prive, un format capace di distinguersi e assicurare al cliente un ambiente prive appunto, impreziosito da opere d’arte non solo alle pareti, con musica e cibo di qualità”: nelle parole espresse inaugurando La Catalaneria, Raimondo Tisbo, ideatore e titolare del La Catalaneria, con una ventina di aperture nella sua vita professionale spiega il format.
Ma la presenza del suo direttore artistico Danilo Gigante spiega il successo. “Io nasco come cliente ideale de La Catalaneria il ristorante che non c’era. E che quando l’ho scoperto nei progetti del poliedrico e iperattivo Raimondo Tisbo, ho voluto incoraggiare assumendo la direzione artistica e assicurando delle opere provenienti da collezioni museali”. Veniamo ai fatti.
La settimana scorsa apre a Milano il ristorante 27 la Catalaneria in via Sottocorno 27 appunto… a Milano.
E all’inaugurazione di grande successo come testimoniano le foto e le immagini non c’erano soltanto vip e Star presunte della televisione come al solito… ma con giornalisti e telecamere si sono visti tanti professionisti anonimi… gente laboriosa ed elegante senza essere appariscente, presenzialista ma non volgare, che vive nel mondo e ne è spesso classe dirigente, ma che cerca anonimato e discrezione nella vita privata. I collezionisti d’arte. Merce rara e preziosa, alla ricerca di uno spazio non ancora pensato ma idealizzato dove si possa mangiare bene, ascoltare della buona musica, ed emozionarsi col riconoscersi in un ambiente intriso di opere d’arte. E parafrasando Benedetto Croce, si potrebbe dire dell’arte come della storia che è sempre contemporanea….. dunque….
Uno spazio bello sapientemente arredato non solo alle pareti con le opere di Paolo De Cuarto, appartenenti a collezionisti privati e museali, date in prestito a international broker art di Danilo Gigante. E così il doppio interesse di Gigante che da cliente si fa carico della direzione artistica proponendo opere che vanno in linea con l’ambiente della ristorazione. Paolo De Cuarto è l’artista di grande successo internazionale che ha lavorato anche sui marchi del drink. E alcuni collezionisti museali hanno messo a disposizione il marchio Campari e quello Seven UP, icone dagli anni 60/80 ai giorni nostri, notati subito alle pareti.

È tempo di Netiquette. Napoli torna elegante ed educata iniziando dalla Rete.

Giovedì 14 dicembre, presso la sede dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, Fenalca International ha organizzato un evento che guarda alla comunicazione sul web, senza tuttavia tralasciare le fondamenta sulle quali deve poggiare: l’eleganza e l’educazione. Sarà, quindi, presentato il “primo quaderno social”, già bestseller Amazon, scritto dal giornalista economico Massimo Lucidi, “Netiquette”.

L’evento si propone di parlare di temi attuali quale l’eleganza e l’educazione nel web, temi principali toccati dall’autore nel suo libro. Non potevano mancare, dunque, eleganti personalità quali il Marchese Pierluigi Sanfelice di Bagnoli e il Duca Francesco Serra di Cassano, ma anche molti altri gentiluomini che, per l’occasione, raggiungeranno la città Partenopea.

L’evento è organizzato dal sindacato autonomo dei lavoratori quale è Fenalca International, un organismo rappresentativo di tutti quei corpi sociali che producono ricchezza e che guardano alle opportunità dei mercati internazionali e della digitalizzazione, nonché già vincitrice del Premio Eccellenza Italiana per la categoria Associazionismo 4.0

L’arte entra nel salotto della finanza

Nelle sale espositive della sede milanese di Fideuram, International Broker Art, in collaborazione con l’omonima banca, ha esposto i quattro artisti che hanno rivoluzionato il modo di concepire l’arte nella modernità e nella contemporaneità, Andy Warhol, Mimmo Rotella, Alina Didot e Paolo De Cuarto.
Questa mostra ha rappresentato la felice conclusione di un’intuizione. Quella di Danilo Gigante, di vedere arte come una possibile coniugazione delle diverse filiere di investimento finanziario. è costata sacrificio ed inquietudine a causa delle mille e più norme contraddittorie di questo paese, poiché in Italia affermare che l’arte può essere una forma di risparmio con una ricaduta positiva sul sistema economico, rischia di essere un assioma pericoloso se proferito in alcuni ambiti di mercato.
Nell’Italia della finanza nell’era Boschi, verrebbe da dire, se si è operatori anonimi certe operazioni di favore non si riescono nemmeno immaginare. Ma se poi a trarne i benefici è il mercato degli investitori allora diventa attività vigilata persino il parlarne. È il caso dell’intuizione di Gigante che dopo 10 anni ha portato la concretezza di art finance in fideuram, con la mostra “Pop Revoution”. Qui fortunatamente ci appelliamo alla libertà così come definita da Montesquieu nel suo “Esprit de lois”.
La fine di un’intuizione, dunque, ma anche l’inizio di un percorso blindato in cui il primario player finanziario avvia il suo progetto affidandosi ad un’azienda che vanta rigore e continuità, International Broker Art.
Molte le mostre allestite da International Broker Art in un 2017 ricco che fa presagire un 2018 veramente da record: “Milano e la mala”, “Ultimo atto d’amore”, “La Transavanguardia”, “Andy Warhol American Dream”, “Andy Warhol – Vetrine”, “Andy Warhol VS Gartel – Hyp Pop”, “Tra le due guerre”, “Milano città d’acqua”, “Milano, storia di una rinascita”, “Tracce”, “Silver Factory” e “La terra dei fiori”.
Auspichiamo, dunque, che di eventi come questi International Broker Art, in collaborazione con Fideuram, ne crei altri per un nuovo anno ricco di arte e di bellezza. 

Sostenere l’arte senza una politica efficiente non basta

La bellezza salverà il mondo?

Nell’ultimo anno abbiamo assistito ad un fenomeno tanto affascinante, dal punto di vista scientifico, quanto tragico, sotto il profilo umano. Un fenomeno che passando ha lasciato dietro di sé un’ingente perdita umana fatta di famiglie disgregate, nonni senza più nipoti, nipoti senza più genitori, genitori senza più figli; ma anche una perdita culturale, caratterizzata dalla disgregazione dei più bei monumenti caratteristici di una terra.
Ad ottobre dello scorso anno, nel panorama di un’Italia centrale già devastata da un sisma, una scossa di terremoto avvertita nella notte ha riaffiorato alla memoria dei cittadini le immagini tragiche relative il terremoto avvenuto ad Amatrice la fine dell’estate. Nessuna tragica perdita a Macerata e nella sua provincia…o almeno inizialmente così è stato. Ma la perdita delle radici storiche culturali, quell’unicum che dalla culla alla tomba ha dato per secoli sicurezza a generazioni di coltivatori allevatori persone speciali che mettono al primo posto la salvaguardia del territorio, tutto questo mondo è stato messo sotto gamba.
Numerose sono state le iniziative benefiche in favore di quello che ormai è diventato un territorio devastato. Ma possono bastare? È giusto che il privato illuminato, il benefattore generoso, il mecenate colto si sostituiscano in toto ad una politica e ad una macchina amministrativa assente?
Emblematico il caso di Danilo Gigante, presidente di International Broker Art, l’originale sodalizio di critici dealer collezionisti curatori di con cui valorizza l’arte e il patrimonio italiano; grazie ai suoi eventi legati al mondo dell’arte e della bellezza, ha raccolto e donato 5,000 euro alla scuola elementare di Pieve Torina, un comune nel Maceratese flagellato dal terremoto, per provvedere alla sua ricostruzione.
Dopo la tempesta il sole? non sempre. Questo caso denuncia che arte sola non basta, l’italia dei borghi necessita di governance adulta e continua non episodica e legata al singolo evento. “Non mi sento solo – afferma Danilo Gigante – nel dare una mano all’arte delle zone terremotate, perché ho incontrato tanti casi e molteplici sono le iniziative che si muovono a favore dell’identità culturale del centro Italia, un universo straordinario di borghi, cultura e storia secolare che merita di trovare un momento di raccordo e di coordinamento concreto e fattivo che promuova la speranza di una prossima rinascita, altrimenti la solitudine e la disperazione derivanti proprio dalla perdita dell’identità e dei propri spazi porta ad uno smarrimento psicologico che è premessa al suicidio di anziani, soprattutto di coloro che sono legati al mondo della terra”.
Secondo la filosofia di Murphy, infatti, oggi dovremmo sorridere, perché l’indomani sarà peggio. E di quel peggio, per i Maceratesi, è giunta l’ora.
Le mancate promesse di ricostruzione e la mancata ripresa dell’economia nella zona, hanno portato una diffusa e generale depressione che ha mietuto più vittime di quel bieco terremoto dell’anno precedente.
La zone necessita di una ripresa che è possibile solo grazie all’aiuto dei privati ma, soprattutto, delle istituzioni, cominciando dalla ricostruzione degli storici palazzi.
Tuttavia, se è vero che la cultura non sfama l’uomo, è altrettanto vero che la bellezza lo rende libero e felice. La bellezza da sola, però, non basta a salvare il mondo, c’è bisogno di infondere nuovamente quel sentimento di speranza che quella fatidica notte sembra essersi portato via.

Premio Internazionale Ponzi: si celebra l’onestà e la legalità

Elementare, Watson: premiare i più bravi. L’investigatore Luciano Tommaso Ponzi, in memoria del padre Vittorio, premierà Angelo Jannone, autore di numerose importanti inchieste su mafia, riciclaggio e narcotraffico a fianco del giudice Giovanni Falcone
Roma, 16 novembre 2017 – Domani, a Roma presso l’Hotel Quirinale, si terrà la prima edizione del “Ponzi International Award – For outstanding contributions to the Cause of Truth and Justice”. Il premio sarà l’occasione per celebrare un professionista che, grazie al suo impegno e al suo lavoro, ha contribuito negli anni alla ricerca della verità. In questa occasione salirà sul palco Jannone Angelo, colonnello in congedo dei ROS (Raggruppamento Operativo Speciale) – al quale sarà conferito il prezioso riconoscimento per l’esemplarità del suo percorso professionale e le innumerevoli operazioni ad alto rischio a cui ha preso parte durante la sua carriera come Carabiniere.
In partnership con Investigation & Forensic Awards, la serata celebrerà l’eccellenza, l’esperienza e la deontologia di personalità del settore delle discipline forensi al servizio della giustizia, dei privati, delle aziende e dei professionisti.
Marco Tullio Cicerone diceva che “Non può essere veramente onesto ciò che non è anche giusto”. Ed è proprio su queste parole che si fonda il Premio intitolato alla memoria di Vittorio Ponzi che, cresciuto nel mito del fratello Tom, fondò nel 1958 l’Istituto Internazionale Ponzi divenuto poi la Ponzi Investigazioni, licenziataria del marchio registrato “Luciano Ponzi Investigazioni” e che ha visto la presenza di Vittorio sino al 2002, anno nel quale ha potuto prendersi il meritato riposo da pensionato senza tuttavia cessare di dispensare i suoi preziosi consigli. Un uomo lungimirante, dunque, che fin da subito ha intuito quale sarebbe stata la direzione che avrebbe preso il nostro mondo, ovvero quella della globalizzazione e dell’internazionalizzazione, del fare network e associazionismo, attività basilare per raggiungere il successo e la ricerca della verità.
“Il Premio acquisisce ulteriore importanza per la nostra società – afferma Luciano Tommaso Ponzi – poiché cade nel sessantesimo anniversario della fondazione dell’allora Istituto Internazionale Ponzi, nonché il giorno prima di quello che sarebbe stato il compleanno del suo fondatore, mio padre -. La Verità a cui si allude nel riconoscimento è proprio quella intesa dai romani “Ex ore parvulorum semper veritas”, innocente e pura, quella che rappresenta la Legalità, nonché l’Onore e l’Onesta, i valori costitutivi del Premio – continua Ponzi -. “L’onore è la coscienza esterna e la coscienza l’onore interno”, così Arthur Schopenhauer definì quello che divenne uno dei valori fondanti della persona di Vittorio Ponzi: l’Onore quale dignità, dunque, e umiltà di un uomo che ha saputo portare avanti sempre a testa alta la propria ricerca della Verità”.

Profilo Angelo Jannone
Angelo Jannone, 55 anni, è un colonnello dei carabinieri in congedo, docente di criminologia . E’ noto per essere stato Comandante dei carabinieri a Corleone e autore delle indagini che hanno portato al patrimonio personale di Toto’ Riina, svolte al fianco di Giovanni Falcone e per essere stato in seguito – da Colonnello del Ros – agente infiltrato in una operazione contro il narcotraffico internazionale. Oggi vive a Milano ove è dirigente di una media company e si occupa di prevenzione della corruzione e sistemi di prevenzione frodi. Nel 2003 per Igea come coautore ha pubblicato «Crimini e Soldi». Nel 2010 per Eurilink, «Intelligence, un metodo per la ricerca della verità». Nel 2012, per Datanews, ha pubblicato il libro autobiografico, «Eroi Silenziosi». Nel 2015, per Franco Angeli, ha pubblicato «Corruzioni, Frodi Sociali e Frodi Aziendali”. Nel 2015, per Secop, la prima edizione di Aspettando Giustizia. Nel 2017, per Franco Angeli, ha pubblicato «Corruzione e Anticorruzione in Italia.”

# industriafuturo4.0 @ Bologna, Italia di Massimo Lucidi. VIDEO

Un manifesto, un’associazione, un centro studi, una rete di impresa, un cross selling di eccellenze.
Nato da un evento che nel titolo riassume tutto: industriafuturo4.0
Merito dei suo ideatori , e della squadra che attorno a questa parola evocativa e piena di speranza si sta formando. Futuro.

Ai nastri di partenza, a Bologna, l’esperienza di Industria Futuro 4.0, su invito di un manager carismatico del calibro di Sebastiano Grazioli, è già vincente. Si dà concretezza all’espressione industriafuturo4.0 e si evoca un futuro di benessere e di efficienza, rapportandosi a modelli di business compiuti. Il collante, che ha visto una folta partecipazione di aziende di qualità già alla sua prima uscita, è la voglia di raccontarsi oltre gli slogan. È il momento della laboriosità che si fa concretezza, della trasparenza e della condivisione, dell’efficienza e del rispetto formale che si fa etico e profondo. È tempo di uscire dalla crisi, di rimboccarsi le maniche e ritornare a produrre fatturati di qualità.

“Dalle crisi nascono opportunità nuove, è tempo di unire le competenze 4.0”: Grazioli apre con queste parole la convention a Bologna, la prima di un road show in giro per l’Italia dove si raccontano molte realtà che della digitalizzazione ne hanno fatto business e valore aggiunto nei rispettivi settori: Cost killing, soluzioni di energy Saving,sicurezza nei luoghi di lavoro, vantaggi fiscali di Ricerca & Sviluppo e real estate 4.0.

Un bouquet di aziende interessanti : Pages italia, Enersolve, feed, ener-G, Msg Consulting, Dlgs 81&Partners, FinQuattro, Alzarating e Dmore, accomunate dalla voglia di raccontarsi in modo nuovo, esperienziale, mettendo in comune sul mercato un interlocutore unico: è il cross selling, l’attività che nel farsi sintesi commerciale è in grado di offrire un servizio, una visione, una consulenza a 360′ perché si fa forte di un’appartenenza comune sotto un unico cappello e di una serie di competenze specifiche e certificate dal gruppo. Il cross selling o se più vi aggrada, possiamo parlare di coopetition, un neologismo che nasce dalla consapevolezza nuova di dover competere, condividendo informazioni, valori aggiunti e portafogli clienti. È il tempo 4.0.

Sebastiano Grazioli ha davvero presentato con industriafuturo

4.0 il frutto di un lavoro di ricerca tra eccellenze industriali e start up che adesso sono pronte per andare, anche insieme, sul mercato, centralizzando l’area commerciale. Nascono figure nuove di “consulenti tecnici” supportati da sempre più diffusi strumenti digitali, perché è proprio vero che “il 65% dei bambini di oggi faranno lavori che non sono stati ancora inventati” (Alexis Ringwald ceo Learn up)

Nel modo di presentarsi di ciascuna realtà presente nel sodalizio è emersa la concretezza di descrivere con grande attenzione il plus, il vantaggio competitivo che si porta al mercato. Il dato comune a tutti è il guardare all’innovazione oltre lo slogan. Si realizza un taglio di costi e di tempi straordinario.
E così Pages Italia, ad esempio, nelle parole del suo ceo Paolo Giannerini offre percorsi che portano a un cost killing notevolissimo o a un approccio valoriale più originale presentando il design for excellence .La regola generale dunque è tagliare i costi e distinguersi consapevolmente digitalizzando processi industriali interni. L’approccio è interessante con il modello success fee.
Ad esempio Dlgs81&partners riesce a tagliare fino al 50% il costo della sicurezza del lavoro, “obbligatoria per legge a difesa della vita ma anche per un’effettiva tutela della più importante risorsa per un’azienda che è il proprio personale” . Innovativo è il software Andromeda 4.0 che digitalizza l’intero processo.
Così come gli altri imprenditori, ciascuno per il suo comparto, hanno enfatizzato il taglio del costo e il maggiore efficientamento dell’azienda: per il risparmio energetico (Enersolve, partner multinazionale dal capitale italiano)per la cogenerazione a gas (ener-G di appartenenza ad un fondo inglese) e per L efficientamento con tecnologia a led. (Feed) .FinQuattro ( studio di commercialisti) ed Alzarating (newco)affrontano il delicato tema dei vantaggi fiscali del 4.0; offrendo un originalissimo osservatorio di analisi con vantaggi importantissimi per il settore di ricerca e sviluppo.Infine D More , numeri alla mano, ha presentato opportunità straordinarie che la digitalizzazione offre a sempre nuove fasce di mercato di investitori nel mattone, grazie all’utilizzo di una piattaforma in grado di utilizzare i Big data per intercettare e poi commercializzare i beni distressed presenti sul mercato. Il convegno “cambiare per vincere” ha aperto due strade : l’aiuto concreto alle aziende per essere traghettate nel futuro attraverso un unico interlocutore,e l’evidente vantaggio di una nuova professione, il consulente 4.0 a tutto tondo.

Massimo Lucidi ospite di Radio 105 a Miami

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JAVIER MARIN Daidalos SCULTURE

JAVIER MARIN
Daidalos
SCULTURE

Mostra a cura di Giorgio Antei e Fondazione Franco Maria Ricci

1 ottobre 2017 – 14 gennaio 2018 al Labirinto della Masone
È Javier Marín, noto scultore messicano, il protagonista della grande mostra autunnale al Labirinto della Masone, che apre al pubblico domenica 1 ottobre.

Oltre a costituire un evento artistico del più alto livello internazionale, l’esposizione – intitolata DAIDALOS – accentua il legame fra la cultura messicana e Franco Maria Ricci, un legame che nel corso degli anni ha dato innumerevoli frutti, dal recente volume Tesoro Mexicano (attualmente in concorso in Messico come miglior libro dell’anno nel campo dell’antropologia e della storia) alla mostra Sergio Hernández: Tres Pasiones, dedicata al famoso artista di Oaxaca. Ora è giunto l’atteso momento di Javier Marín, che con le opere esposte al Labirinto darà prova del suo importante contributo alla scultura contemporanea.

Javier Marín. Torso de hombre marcado, 2008. Resina de poliéster con aserrín y cruz de bronce. 183x90x71 cm.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le sculture di Marín sono state ammirate in decine di mostre personali in importanti musei europei e americani. In Italia sono state viste a Milano, a Roma e a Torino, mentre Pietrasanta è stata scenario di un’esposizione memorabile, costituita da creazioni monumentali. A partire da settembre, una scelta delle opere più significative dell’artista messicano occuperà gli spazi del Labirinto della Masone. Esse permetteranno al pubblico di apprezzare il lavoro di uno scultore ancora giovane (n. 1962) ma che ha già raggiunto una straordinaria compiutezza tecnica e stilistica, senza per altro perdere il gusto della ricerca di un’espressione sempre nuova.
Al Labirinto avverrà un imprevedibile scambio tra le architetture d’ispirazione neoclassica del complesso della Masone e le creazioni plastiche, in bronzo, terracotta ed altro, partorite dall’immaginazione e dalla manualità di Marín. Uno svettante cavaliere in bronzo, alto più di sette metri, accoglierà i visitatori all’ingresso, mentre nella corte centrale spiccherà la meravigliosa Cabeza Roja, una monumentale testa femminile che mette in luce l’attenzione di Marín nei confronti del corpo umano, reale e metaforico.

La ricerca artistica di Marín ruota attorno all’uomo, attraverso l’approfondimento delle possibilità espressive di materie diverse. Come un moderno Dedalo (da qui il titolo della mostra), da vita con le mani a corpi o oggetti previamente elaborati nella sua fucina mentale. Ogni creazione rappresenta la messa in opera di un progetto, ed è per questo che per Marín il processo è ancor più importante del prodotto. A ragione o a torto si è detto che il punto di partenza di Marín è l’arte barocca messicana: da lì sembra trarre le pose esasperate, la sensualità e il dinamismo che caratterizza ogni suo lavoro.

L’esposizione sarà corredata da un’agile Guida alla mostra, edita da Franco Maria Ricci e firmata da Giorgio Antei. La manifestazione si realizzerà grazie alla collaborazione dell’Autore, della Galleria Terreno Baldío (Messico) e della Galleria Barbara Paci.

Javier Marín – Breve biografia

Javier Marín è nato a Uruapan (Messico) nel 1962. Ha studiato dal 1980 al 1983 presso la Scuola Nazionale di Arti Visive (Accademia di San Carlo) dell’Università Nazionale Autonoma del Messico. Formatosi all’inizio come pittore ed incisore, ha poi spostato la sua indagine artistica verso la scultura in terracotta, resina e bronzo. Ha iniziato a esporre nel 1983 e la sua prima mostra personale risale al 1986. cominciato a partecipare ad esposizioni collettive mentre è di tre anni più tarda la sua prima personale. Sue opere si trovano in numerose collezioni pubbliche e private, dal Museo de Arte Moderno di Città del Messico al Museum of Fine Arts di Boston al Santa Barbara Museum of Art, a Los Angeles. Ha esposto in spazi pubblici di grande prestigio, quali il Museo d’Arte Contemporanea di Roma, i Musées royaux des Beaux-Arts de Belgique a Bruxelles e il Museo del Palacio de Bellas Artes a Città del Messico. Ha inoltre partecipato a appuntamenti internazionali di grande rilievo come la 50° Biennale di Venezia nel 2003. Per inciso, Marín è il premiato artefice del “Retablo de Zacatecas”, una gigantesca pala d’altare lignea, unica nel suo genere, che si erge nella cattedrale di Zacatecas, patrimonio mondiale dell’UNESCO.

Informazioni
La mostra è aperta tutti i giorni, tranne il martedì, dalle 10.30 alle 19.
L’accesso è incluso nel biglietto d’ingresso del Labirinto della Masone (intero € 18, riduzioni indicate sul sito), che comprende anche l’accesso al labirinto di bambù e alla collezione permanente di Franco Maria Ricci.