• +39 339 8772770
  • info@massimolucidi.it

Il Corporate Collection italiano

Il Corporate Collection italiano

Danilo Gigante impegnato anche nella valorizzazione delle collezioni artistiche aziendali
In differita di dieci anni, il fenomeno del corporate collection è finalmente arrivato anche in Italia, permettendo a chi ogni giorno è impegnato nella valorizzazione artistica, non solo dell’opera d’arte ma anche dell’autore, di mettere a disposizione degli utenti questo patrimonio artistico aziendale.

Danilo Gigante, l’esperto di arte e finanza, autore del progetto International Broker Art, impegnato nella valorizzazione dell’arte, solito partecipare a fiere artistiche sparse per il mondo, conosce bene questo fenomeno così, non appena giunto anche in Italia, lo ha ben intercettato questo coinvolgendo aziende in grado di offrire l’eccellenza dell’arte.

Secondo una ricerca svolta da Axa Art, è emerso che il 37% delle corporate collection è da imputarsi al settore bancario, di cui per il 29% legato ad una fondazione, e per il restante 8% agli istituti di credito.
Mosso da questi dati, Danilo Gigante ha colto al volo l’opportunità che il corporate collection riserva agli operatori artistici.

È, infatti, con Fideuram, la private banking milanese, che Gigante, con il suo progetto IBA, ha avviato una collaborazione per l’esposizione, nella stessa banca, delle opere in suo possesso, con protagonista il famoso Paolo de Cuarto, l’artista calabrese contemporaneo, dal grande successo internazionale, nonché autore di alcuni marchi di famosi drink.

Un’esposizione, questa, che ha registrato un buon successo, essendo una delle prime esposizioni aziendali per IBA. Non resta, dunque, che auspicare una replica di eventi come questi, per una sempre maggiore valorizzazione dell’arte non solo pubblica o privata, ma anche di collezioni in possesso di aziende, le corporate collection, appunto.

Massimo Lucidi

Giornalista, cattolico, meridionale. Cittadino del mondo con studi e passione per consulenze di marketing e comunicazione ed eventi. E’ un nuovo lavoro…si chiama… Emotional Designer